Lipedema: cause, classificazione e cure

Il lipedema (o lipoedema) è una condizione permanente ed invalidante che prevede un anomalo accumulo di grasso adiposo, con aumento di dimensione delle cellule adipose stesse, in prossimità degli arti inferiori,  specialmente nei glutei, nei fianchi e nelle cosce. Di solito, colpisce prevalentemente le donne, ma in alcuni casi interessa anche gli uomini. Un tempo poco conosciuto, il lipedema è considerato oggi una vera e propria patologia, che può condizionare fortemente la vita dei soggetti che ne sono affetti.

Del resto, questa porta a modificare la parte interessata, a causa dell’accumulo spropositato di grassi. Onde evitare fraintendimenti, è bene sottolineare che il lipedema non è dovuto all’obesità, poiché non si tratta di un eccesso di tessuto adiposo da errata alimentazione, bensì dipende ad un’alterazione degli adipociti, ovvero le cellule che costituiscono il grasso corporeo. Di norma, gli arti soggetti a questo disturbo appaiono gonfi e possono essere soggetti ad ematomi spontanei. Inoltre, possono causare dolore quando si effettua una pressione.

Non bisogna dimenticare, poi, che tendono manifestarsi anche l’edema, che risulta morbido, nonché la cellulite. Infine, il paziente percepisce affaticamento e nessun miglioramento del peso o del gonfiore anche in caso di dieta ferrea. Oggigiorno, nonostante stiano aumentando gli studi relativi a questa patologia, non sono ancora chiare le cause scatenanti, anche se si ipotizza che esista una correlazione con gli ormoni femminili o che si tratti di un carattere ereditario.

Classificazione del lipoedema

Il lipedema è una patologia cronica, che tende ad evolvere. Di fatto, in base allo sviluppo ed alla sintomatologia può essere classificato in diversi stadi. Nel primo l’edema è molle e si manifesta solo nel dorso del piede, recedendo durante il riposo notturno. In questo caso la funzionalità dell’arto non viene compromessa. Nel secondo stadio, invece, l’accumulo di liquidi si estende al piede e si riduce solo parzialmente durante il sonno.

Si registra un ulteriore aggravamento con il terzo stadio, poiché l’edema appare duro e coinvolge anche la coscia. Inoltre, non retrocede e compromette la mobilità del soggetto. Il quarto stadio è caratterizzato, invece, da un ristagno di liquidi duro che si estende dal dorso del piede all’intera coscia. I movimenti risultano complessi, anche in seguito all’aumento di peso dell’arto ed alla comparsa della fibrosi.

Con il raggiungimento del quinto stadio, si manifesta il lipolinfedema, ovvero l’edema, che risulta al tatto sempre più duro, coinvolge tutto l’arto inferiore, che assume un aspetto grottesco (elefantiasi). In più si osservano deformazioni ostearticolari e la buccia d’arancia. La funzionalità del arto è assai compromessa e, a causa dello sviluppo della fibrosi, si manifesta anche un’importante insufficienza venosa.

Diagnosi e possibili rimedi

Il lipoedema, soprattutto se in stadio avanzato, determina un decisivo abbassamento della qualità della vita del paziente. Di fatto, si manifestano difficoltà motorie, nonché diversi disagi psicologici. Del resto, in una società che presta particolare attenzione all’estetica, avere una parte del corpo sproporzionata è difficile da accettare.

La diagnosi del lipedema è tutt’altro che semplice, poiché spesso viene confusa con il linfedema o con l’obesità. Inoltre, non esiste ancora una cura per debellare la malattia. Di fatto, questo disturbo non sparisce adottando un adeguato regime alimentare e nemmeno con un’attività fisica costante, senza contare che negli stadi più avanzati il paziente ha difficoltà a muoversi.

Oggigiorno per contrastare questa patologia è possibile ricorrere alla terapia decongestiva ed all’uso di tutori elastici. Nei casi più gravi, a volte, si opta per la liposuzione, ma si tratta di un intervento altamente invasivo, che può mettere a rischio la vita del paziente.