I sintomi dell’invecchiamento precoce del cervello

A mano a mano che l’età avanza i segni dell’invecchiamento sono visibili sul corpo umano, ma non solo. Anche il cervello umano invecchia, inevitabilmente, e in maniera diversa da persona a persona. I primi sintomi dell’invecchiamento precoce del cervello umano sono, mancanze o vuoti di memoria, la difficoltà di apprendimento di nuovi procedimenti e percorsi e nello svolgere ed elaborare più attività contemporaneamente, dimenticare appuntamenti e istruzioni, ricordi precisi del passato ma difficoltà nel memorizzare eventi e situazioni presenti. Bisogna considerare, inoltre, che, dopo i 40 anni, nell’essere umano, il cervello si rimpicciolisce di circa il 5% ogni 10 anni, con un declino poi progressivo dai 70 anni. Si tratta, dunque, di una serie di cambiamenti cognitivi evidenti che sia affiancano all’invecchiamento fisico. Esistono, ovviamente, una serie di cause che possono favorire l’invecchiamento precoce del cervello. Ad esempio, uno stile di vita poco sano, poca attività fisica, che sia anche una camminata veloce quotidiana o una corsa al parco, possono incidere sull’invecchiamento cognitivo. Una ricerca della Università dell’Iowa, ad esempio, ha dimostrato che svolgere attività fisica a partire dai 60 anni migliora le funzioni cognitive.

Dal punto di vista alimentare, poi, ci sono una serie di accorgimenti utili per prevenire l’invecchiamento precoce. Se è vero che, per assorbire le proprietà dei polifenoli vino rosso può essere consumato, non bisogna mai abusare dell’alcol. Anche il caffè, nonostante porti giovamento alla capacità di concentrazione e produttività, va consumato in maniera moderata. Così come, da uno studio condotto dal King’s College di Londra, andrebbe completamente eliminato il fumo, visto che il cervello dei fumatori appare di 10 anni più vecchio rispetto ai coetanei non fumatori.

E ancora, sempre in merito alle proprie abitudini, bisogna evitare una vita troppo sedentaria, e quindi alternare momenti di inattività con passeggiate all’aperto o al chiuso. Importante, inoltre, avere rapporti e connessioni sociali, capacità di stimolare la mente e le attività cognitive e di tenere sempre in esercizio il cervello. In questo senso, dunque, anche l’esercizio della memoria aiuta a prevenire l’invecchiamento precoce del cervello. Accanto alla pigrizia fisica, infatti, esiste anche quella mentale, che va sempre evitata. Leggere un buon libro, fare dei cruciverba, organizzare un viaggio, impegnarsi con conti e organizzazione della vita domestica, sono tutti esercizi che aiutano la vascolarizzazione e la connessione neurale. Non va trascurato, infine, il sonno: dormire bene aiuta tutto l’organismo e in particolare il cervello a non perdere colpi, restando sempre lucidi e attivi, proprio grazie alle 7-8 ore di riposo quotidiano.