Mercoledì, 08 settembre 2010

Articoli marcati con tag ‘Generazione Italia’

Scacco al Re o scacco matto?

07 set 2010
di Gianmario Mariniello

Prima della pausa estiva ho cercato di ricostruire la vicenda che ha condotto all’editto del 29 luglio, addebitando buona parte della paternità di quel disastro politico agli “ex colonnelli”. Successivamente ci fu lo “show down” degli stessi, che tradendo in maniera definitiva la propria storia politica, scelsero di seguire Berlusconi e non Fini. L’ultimo tassello di questa ricostruzione, oggi confermata ed avvalorata dall’intervento del Presidente Fini a Mirabello, è stato incasellato ieri sera nella riunione di Arcore.
Dopo l’atteso discorso del “co-fondatore eretico”, che in definitiva ha confermato la sua volontà di restare nel centro-destra, a sostegno del governo Berlusconi, seppur in una posizione di critica costruttiva basata su proposte politiche chiare ed inequivocabili, i nodi sono venuti al pettine. Umberto Bossi, senza indugio, ha fatto la sua mossa: “ora basta, adesso al voto”. Il Presidente del Consiglio e tutti gli “ufficiali di complemento” hanno assistito inermi alla sopraffazione dell’unico alleato rimastogli, che, con la solita scaltrezza politica, gli ha messi spalle al muro. Chapeau!
L’unico “coup de théâtre” che il Cavaliere è riuscito a mettere in campo, in questa occasione, è stato il maldestro tentativo di chiedere al Presidente della Repubblica il licenziamento in tronco del Presidente della Camera. Ovviamente, nella sua concezione padronale, dopo aver capito che la terza carica dello Stato non è alle sue dipendenze, ha immaginato che tale rapporto potesse esistere con Napolitano, che rappresenta la carica istituzionale dello Stato più alta.
Lo scacco di Bossi a Berlusconi e a quel che resta del PdL dimostra, senza tema di smentita, che nel tentativo di eliminare il socio scomodo, il partito di maggioranza relativa ha consegnato all’alleato nordista il comando della coalizione.
Fortunatamente la corsa forsennata alle elezioni dei leghisti, che potrebbe determinare un rafforzamento elettorale della Lega Nord ai danni della corte berlusconiana, può essere ancora fermata. Bisogna fermare le pulsioni egoistiche e totalitarie per ritornare alla centralità della politica. Solo grazie all’arte alta e nobile, di cui ha parlato Gianfranco Fini a Mirabello, sarà possibile evitare che il più grande partito del Popolo Italiano passi alla storia come il più grande trampolino di lancio per le ambizioni espansionistiche di Bossi e compagni.
In caso contrario lo scacco al re diventerà scacco matto.

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Finalmente avremo un partito, liberale e di centrodestra

07 set 2010
di Gianmario Mariniello

Il discorso di Mirabello ha introdotto una nuova stagione della politica del centrodestra italiano. I temi politici affrontati dal Presidente Fini sono ora sul tavolo del Governo, ma difficilmente saranno compresi. Purtroppo da alcuni anni assistiamo solo ed eslcuivamente ad una contrapposizoine tra tifosi della politica. Da una parte i Berlusconiani e dall’altra gli antiberlusconiani, come se la politica fosse un campo di calcio sul quale si affrontano due squadre e dal quale si esce solo dopo aver battuto l’avversario.
La lungimiranza di chi, invece, come Gianfranco Fini, vuol lanciare il cuore oltre l’ostacolo, aiuterà il nostro Paese a non morire dietro ad inutili contrapposizioni.
Il percorso oramai tracciato è chiaro a tutti. Il PDL è morto (o forse non è mai nato, secondo molti) e rappresenta oggi una Forza Italia allargata, con tutti i suoi difetti espressi all’ennesima potenza. Il proprietario è uno e gli altri sono tutti sottoposti, compreso chi quel PDL ha contribuito a fondarlo!
Dal 5 settembre invece esiste una nuova forza politica, denominata “FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA”. Per giungere al traguardo bisognerà navigare a vista, attenti alle imboscate che il Premier Berlusconi ed il fido alleato Bossi sono pronti a tendere. Da ultimo la richiesta al Presidente Napolitano di “dimissionare” Fini. Una richiesta incostituzionale portata avanti al solo fine di rinfocolare sempre più gli animi. Ma può l’Italia in crisi economica ed a crescita zero consentire tutto ciò? Chi scrive crede che il primo atto di risposta del Premier sarebbe dovuto essere la nomina del Ministro per le Attività Produttive, oramai latitante da cinque mesi, per tacere della parentesi BRANCHER.
Il popolo di Mirabello chiede dunque a gran voce che nasca un partito, liberale e di centrodestra, che aiuti il PDL e l’Italia ad uscire dal guado. Per il nuovo partito ci sarà dunque bisogno di attingere ad una nuova classe dirigente, giovane e preparata, che si sia formata negli ultimi anni distinguendosi all’interno della società e delle amministraizoni delgi enti locali della Penisola.
Siamo certi che il Presidente Fini e l’On.le Bocchino sapranno individuare le migliori risorse giovanili per guidarle nel cammino a zig zag verso il futuro luminoso che ci attende.

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Fini ha ridato entusiasmo e speranza a tutti noi

07 set 2010
di Gianmario Mariniello

A Mirabello il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, con il suo lungo ed appassionato discorso alla Nazione, ha ridato entusiasmo e speranza a tutti noi. Dopo un’estate di veleni, maldicenze, calunnie contro la sua persona, Fini e’ riuscito a svegliare un intero mondo politico assuefatto al sistema e per nulla reattivo ai problemi dei cittadini.
“Il PDL non c’e piu’ ” ha affermato Fini, ma il PDL, a mio avviso, quale grande Partito della Nazione, non e’ mai nato. La mancanza di democrazia e di confronto interno, aveva solo portato ad un agglomerato di “dirigenti”, sudditi del Padrone, abdicanti alle proprie idee, pur di mantenere o conquistare poltrone.

Discorso di ampio respiro, quello di Fini a Mirabello. Momento di alta e ritrovata passione politica, ricco di passaggi in cui, con un affondo sui reali problemi del Paese, ha fatto emergere quelle purulenze che stanno incancrenendo l’Italia.

Ha risvegliato gli animi, ha richiamato alle responsabilità’, ha incoraggiato alla partecipazione, ha parlato ai giovani, ha ampliato gli orizzonti, ha guardato al futuro della Nazione. Lo ha fatto con grande coraggio e determinazione, dopo un confronto costruttivo con noi parlamentari, così come dovuto in una qualsiasi democrazia partecipata.

Nessuno puo’ accusarci di tradimento nei confronti delle nostre elettrici e dei nostri elettori; traditori sono coloro che non rispettano i programmi elettorali, che ignorano le parti degli stessi programmi per compiacere gli alleati, che propinano leggi ad personam, che avanzano provvedimenti non idonei a garantire la coesione nazionale.

Non siamo sicuramente noi ad aver cambiato bandiera. Per le donne e gli uomini di FUTURO E LIBERTA’ la bandiera è sempre stata una ed una sola: quella italiana, per troppo tempo ammainata da tutti coloro che in questi anni hanno avuto soprattutto a cuore gli interessi personali.

Da ieri, con il discorso di Mirabello, lo scenario politico italiano e’ finalmente mutato: chi fa politica o chi si accinge a farla dovrà porre a fondamenta della propria attività’ etica e passione; dovrà essere presente sui territori e trovare le giuste soluzioni ai reali problemi della gente. Le donne e gli uomini di Futuro e Libertà, che sempre hanno creduto in questo modo di fare politica, lavoreranno da oggi in modo congiunto in questo senso. Fondamentale per il raggiungimento dei nostri obiettivi sarà la partecipazione di tutti i cittadini; è grazie al loro contributo che saremo in grado di conoscere le esigenze dei territori; è grazie alle loro segnalazioni che potremo ridare un’etica alla politica, allontanando i corrotti e collusi con la criminalità’ organizzata.

A ciascuno, politico o cittadino che sia, è affidato il compito di seguire in modo serio, coerente e partecipato la strada inaugurata ieri dal Presidente Fini; lo dobbiamo tutti alla nostra Italia e soprattutto alle nostre giovani generazioni.

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La Brambilla e i suoi disastri

03 set 2010
di Gianmario Mariniello

Ho fatto parte del Direttivo Nazionale dei Circoli della Libertà, dando vita a numerosi altri circoli nel resto d’Italia; rimango sbalordita da quello che leggo sui giornali. Fino adesso sono stata zitta, ma ora è giusto e doveroso esprimere il mio pensiero e quello di tante altre persone che insieme a me hanno vissuto l’esperienza dei Circoli.
Certo è che se la signora Michela Vittoria Brambilla dovesse mobilitarsi per contestare il Presidente Fini avrebbe proprio una gran faccia tosta…..dopo il disastro che ha combinato con i Circoli della Libertà, sono certa che gli italiani, che considero un popolo di grande intelligenza, non si lasceranno incantare dalle parole di questa Signora (cosa peraltro che io e tante altre persone ingenuamente nel passato abbiamo fatto).
Conoscendola personalmente politicamente è priva di contenuti, ha solo avuto la fortuna di incontrare sulla sua strada il Presidente Berlusconi, da lì i Circoli della Libertà, nati e svaniti come uno tsunami, travolgendo speranze entusiasmi e desiderio del nuovo, che delusione!! eppure tanta gente come me aveva creduto a quel progetto che aveva l’ambizione di cambiare il modo di fare politica, di tornare tra la gente comune capirne i bisogni e soddisfarli. Lo slogan adottato dai Circoli della Libertà era quello della piramide rovesciata, dove la base, cioè la gente era al primo posto….è rimasto solo lo slogan perché il giorno dopo le elezioni del 2008, la Signora che voleva cambiare l’Italia è entrata in Parlamento, si è seduta a fianco dei baroni che tanto criticava e ora cerca di imitare, e i Circoli? Morti, spariti insieme alla loro Leader, abbandonati increduli di fronte a questa realtà.
Mi piacerebbe sapere dove sono finiti tutti gli investimenti fatti per la vita dei Circoli, sia economici che di sogni e di speranza, so però che i sogni e la speranza per fortuna, nessuno può portarceli via, rimangono fermamente impressi nel nostro cuore e nella nostra anima, se ci crediamo veramente.
Però non tutto è finito, si può ancora vivere con entusiasmo la vita politica, in quanto questa è così dinamica che ci permette di credere ancora in nuove realtà tenendo presenti le esperienze del passato…
Oggi “Futuro e Libertà” è lo stimolo per continuare a credere e sperare.. i Circoli della Libertà sono il passato da non guardare come un esempio, ma come un’esperienza da non ripetere, in quanto non avendo né solide basi né un Leader capace, si sono rivelati come un manto di neve sotto i caldi raggi del sole.

*Coordinatore Provinciale Monza e Brianza di Generazione Italia

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La Ghisleri continua a tifare per noi

03 set 2010
di Gianmario Mariniello

Oggi Il Giornale titola “il partito di Fini non ha Futuro: vale il 2%”. A Mirabello stiamo dimostrando di essere una grandissima comunità, le adesioni stanno arrivando come un fiume in piena e per l’intervento di Fini di domenica sono previste più di diecimila persone. Insomma siamo più che fiduciosi. Anche perchè se pure la sondaggista del Presidente del Consiglio e del giornale di proprietà della famiglia del presidente del Consiglio ci vede raddoppiare in poche settimane, nonostante il randellamento dello stesso giornale di proprietà della famiglia del presidente del Consiglio, vuol dire che siamo sulla strada giusta. E vuol dire anche che o il Giornale e Libero stanno facendo un pessimo lavoro (per il Capo), oppure che la sondaggista del Capo è fuori strada: eh sì, perchè l’ultima rilevazione della Ghisleri ci da tra il 2 e il 3%, prefigurando scenari da fantapolitica, del tipo “Fli alleato del Partito democratico“. A Luglio, la forza di Fini era accreditata (solo dalla Ghisleri, sia chiaro…) di un misero 1,4%. Siamo in continua crescita, quindi. Ma soprattutto facciamo una valutazione: se queste sono le percentuali di Fini alleato con Vendola e compagni, non osiamo immaginare le percentuali di Fini nel suo alveo naturale, il centrodestra. Siamo sicuri che ci troveremmo di fronte a percentuali almeno doppie rispetto a quelle pubblicate oggi dalla Ghisleri. E dal Giornale. Abbiamo detto tutto.

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Messaggio ‘futurista’ all’Italia

02 set 2010
di Gianmario Mariniello

Un aereo pubblicitario con lo striscione “Con Fini, futuro e libertà” e’ partito stamane dall’aviosuperfice di Fiumefreddo, in Sicilia, e sorvolera’ le spiagge ioniche e adriatiche di Calabria, Puglia e Abruzzo fino a raggiungere, domenica 5 settembre, Mirabello (Fe) in occasione dell’intervento di Gianfranco Fini alla Festa Tricolore 2010.
Un altro aereo con striscione ‘Il Sud con Fini per l’Italia’, partira’ invece domani da Napoli e sorvolera’ le spiagge tirreniche sino a congiungersi in Emilia Romagna con altri velivoli che pubblicizzeranno la manifestazione di Mirabello nelle regioni del nordest del paese. L’iniziativa e’ stata presentata oggi da Adolfo
Urso, viceministro allo Sviluppo economico ed esponente del gruppo Futuro e liberta’, in vista del 150mo anniversario dell’Unita’ d’Italia.
”Questa iniziativa -spiega Urso all’ADNKRONOS- intende evidenziare la necessita’ di riunire l’Italia su un nuovo patto sociale, geografico e generazionale, che riduca il divario tra chi ha e chi non ha, tra il Nord e il Sud, tra gli adulti e i giovani, per ridare un progetto comune e di conseguenza una speranza e una
prospettiva alla comunita’ nazionale nel centocinquantesimo anno dell’Unita’ del paese”.
”Da Mirabello -aggiunge Urso- e non a caso a Mirabello, che e’ luogo storico della destra italiana, la ‘nostra
Pontida’, dove si ritroveranno, quest’anno piu’ del solito, migliaia e migliaia di italiani che a spese proprie, con macchine, auto, bus e treni, dalle isole con voli charter, stringendosi intorno a Gianfranco Fini, lanceranno insieme un messaggio alla nazione, individueranno un percorso da qui ai prossimi sei mesi, fino al marzo prossimo, in cui ricorrera’ il 150° dell’Unita’ d’Italia”.
”Lo faremo con impegni culturali, politici e istituzionali, che a nostro avviso avrebbe dobuto assolvere il Popolo delle Liberta’ e che faremo noi di Futuro e liberta’ per spronare in questa direzione la maggioranza di centrodestra, indirizzare l’azione di governo e piu’ in generale coinvolgere il paese”.
”Noi crediamo che questo messaggio, queste prospettive e contenuti -rimarca l’esponente di Fli- debbano essere al centro del patto di legislatura. E per questo porteremo nuove misure per lo sviluppo del Mezzogiorno, per ridare davvero opportunita’ ai piu’ giovani, che sono quelli che hanno pagato di piu’ nella recessione economica, per supportare le famiglie numerose e stimolare i consumi”. ”Insomma -taglia corto Urso- lanceremo un patto per lo sviluppo che passi anche attraverso una nuova e diversa politica
industriale, come sollecita lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
“‘Sono queste -spiega Urso- le cose che interessano agli italiani e di cui ci facciamo carico nelle giornate
di Mirabello, per dare il nostro contributo al Pdl, alla coalizione di governo e piu’ in generale al Parlamento e al paese”. Alla festa Tricolore si toccheranno tutti i temi dell’agenda politica con particolare riferimento alle questioni economiche e alla coesione nazionale. Fonte: ADN KRONOS

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Riunione GI Borgofranco di Ivrea

02 set 2010
di Gianmario Mariniello

3 settembre 2010
21:00a23:00

Venerdì 3 Settembre: 2° Incontro Generazione Italia Ivrea ed Eporediese
Borgofranco di Ivrea alle ore 21
Info: generazioneitalia.ivrea@gmail.com

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Conferenza stampa GI Rimini

02 set 2010
di Gianmario Mariniello

4 settembre 2010
15:00a17:00

Sabato 4 ore 15 – in concomitanza con la festa di Futuro e Libertà – conferenza stampa a Rimini presso Coconuts via lungomare Tintori 5. Presenti On.Urso, On.Raisi, On.Bellotti.

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Da Fermo un pullman per Mirabello

02 set 2010
di Gianmario Mariniello

5 settembre 2010
09:00

Domenica pullman per Mirabello. Per info: generazioneitalia.fermo@gmail.com

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Raccolta firme GI a Baranello

02 set 2010
di Gianmario Mariniello

2 settembre 2010 15:00a20 settembre 2010 15:00

Dal 1 al 20 settembre: Raccolta firme per la richiesta di installazione rallentatori di velocita’ nel tratto stradale “Zona residenziale Largo Zullo – C.da Sterparo” a Baranello (CB). Lo scopo e’ quello di proteggere l’incolumita’ della comunita’ residente.
Per firmare:
gmonita1@gmail.com
www.generazioneitaliamolise.com

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Il Nord, la Destra e Mirabello

01 set 2010
di Gianmario Mariniello

Con l’apertura della nuova stagione politica domenica a Mirabello, Futuro e Libertà attraverso l’intervento all’annuale festa della Destra del suo leader Gianfranco Fini darà un segnale importante al Paese. Una delle questioni che dovremo affrontare sarà senza dubbio anche la questione del Nord nell’ambito di un più ampio progetto politico che ha l’ambizione di guardare all’intera Italia. Sarà un passaggio non facile perché è sulla divisione della nazione che si sono infranti partiti che hanno voluto viceversa rappresentare l’unità nazionale.
Tuttavia abbiamo il dovere di provarci perché è dalla porta della unità nazionale che passa la sopravvivenza della Destra italiana, coniugata nelle versioni che più ci piacciono, per noi quella cattolico-liberale.
Il primo nodo è quello della rappresentanza territoriale. Occorre trovare le soluzioni perchè gli interessi del Nord trovino adeguata rappresentanza nella classe politica nazionale.
Noi finiani, e prima di noi Fini ha posto la questione dell’agenda di governo chiedendo che essa non venga dettata dalla Lega. Dobbiamo saper rappresentare gli interessi delle regioni settentrionali attraverso una politica nazionale sensibile alle tematiche strategiche per lo sviluppo del Nord.
La secessione è stata posta da Bossi ma, come osservato da E.Galli Della Loggia, sarebbe emersa comunque anche senza la Lega, in sostanza ciò che oggi rappresenta la Lega esiste perché è sentito dalla gente del nord. Ci scriveva un cittadino imprenditore di cultura laico liberale profonda ” credo proprio che alla lunga sarà necessaria la secessione, abbiamo già troppe croste al nord, ormai è chiaro che non ce la facciamo a trascinare il sud ” Al nord i problemi sono reali e vissuti con frustrazione da chi a torto o a ragione sente di essere la motrice dell’Italia, a cui è impedito di camminare dalla inefficienza della pubblica amministrazione, dalla inadeguatezza delle infrastrutture, dai costi enormi dell’energia e della mobilità, dalla pressione fiscale eccessiva e dagli adempimenti fiscali e burocratici altissimi ed asfissianti, dagli scarsi investimenti in ricerca.
Tutto ciò si consuma nella globalizzazione che ci coinvolge e nella difficoltà per l’Italia di trovare uno spazio di crescita in un mondo iperindustriale nel quale la nostra nazione ha sempre più difficoltà a conservare ed inventare nuove produzioni con buon valore aggiunto.
L’industria non è in grado perciò di creare nuovi posti di lavoro, ma noi non possiamo più perderne pena la desertificazione industriale. Ci vuole una politica che riunisca le classi dirigenti e popolari sotto lo slogan ” non perdere neppure un posto di lavoro nell’industria”, anzi crearne di nuovi. Il futuro della industria non può essere affidato solo al confronto più o meno aspro tra industriali e sindacati, tra Marchionne e la Fiom. Ci vuole la presenza del governo altrimenti si rischia di assistere al pietoso dibattito sui licenziamenti di Melfi, dove la storia di tre poveracci, licenziati e poi reitegrati diventa il principale dibattito sul futuro della Fiat, dimenticando le vere sfide che il Lingotto deve affrontare. Non è la Fiom che farà vendere più auto alla Fiat e meno che mai la metterà in grado di competere con i tedeschi nei segmenti del mercato dove si guadagna.
Per questo come gruppo dovremmo chiedere che Berlusconi nomini subito il Ministro dello sviluppo economico che sia una persona qualificata in grado di raccogliere la sfida e di guidare o almeno accompagnare la ripresa industriale dell’Italia.
Futuro e Libertà dovrà saper raccogliere la richiesta che sale sempre più forte dai territori del Nord del Paese di una politica capace di realizzare quella grande rivoluzione di libertà e di progresso civile e morale che ormai da quasi 20 anni non ha ancora trovato una realizzazione compiuta.

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Tutti alla Festa di Mirabello. Futuro e Libertà. Per l’Italia

01 set 2010
di Gianmario Mariniello

Ecco in anteprima la grafica che farà da sfondo a tutti gli eventi più importanti della Festa tricolore “Futuro e Libertà” di Mirabello, tra cui l’intervento conclusivo del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, previsto per domenica 5 Settembre alle ore 18.
La Festa di Mirabello sarà l’occasione per far incontrare tutti gli iscritti (più di 10.000), tutti i circoli di Generazione Italia sparsi nel Paese (sono quasi 400) e i più di mille amministratori locali che hanno aderito all’appello “io sto con Fini” lanciato dal nostro sito.
Questo fondale che pubblichiamo in esclusiva ha un concept che ha due stelle polari. Il futuro e l’Italia. L’onda tricolore raffigura i colori della nostra Nazione e rappresenta una forza che unisce e cresce sempre di più. Per l’Italia.
Ma l’onda tricolore ha anche una forma a “doppia v”, che simboleggia il linguaggio del web, della modernità, dello spontaneismo che è la vera forza di Generazione Italia e di tutto l’universo finiano. E la modernità rappresenta anche una nuova politica, di cui in Italia se ne sente tanto bisogno, e soprattuto un nuovo modo di fare politica, fatto di libertà, partecipazione, spontaneismo e democrazia interna ai partiti. Futuro e Libertà.
Ci vediamo a Mirabello.

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Sulla legalità nessun equivoco, nessun chiacchiericcio.

31 ago 2010
di Gianmario Mariniello

Riformare la Giustizia, e combattere la politicizzazione di una certa parta della Magistratura non può in alcun modo mai significare, nemmeno dare la più lontana impressione che la riforma della Giustizia che vuole fare il PDL sia tesa a garantire sacche maggiori di impunità: “Berlusconi è inutile che tu mostri insofferenza, ma qualche volta l’impressione c’è”. (Gianfranco Fini)
Mirabello, domenica 5 Settembre. Questa data è a tratti più attesa dai falchi berlusconiani che da noi finiani. Oramai, presi dall’assordante silenzio di Gianfranco Fini, i berluschini fanno tutto loro, chiedono e si rispondono.
Ma la linea tracciata è sempre la stessa, unica ed univoca: sulla legalità nessun equivoco, nessun chiacchiericcio.
Ancora, a Mirabello si attende la nascita del partito. Ci sarà, non ci sarà? Questione di tempi? Tutto è possibile, una cosa però deve essere chiara: la base di Generazione Italia “vive” già un suo partito, ritiene che il PDL così com’è oggi, così come è ostinatamente oggi, non può sposare i suoi valori, fatti di sobrietà politica e rispetto imprescindibile di valori quale la libertà di opinione e la legalità.

Fini lo disse chiaramente in Direzione Nazionale, e sarà ribadito a Mirabello.

Partito o non partito? Non è questo il problema (oggi), però una cosa è certa, lo strappo consumatosi in direzione nazionale, la successiva cacciata di Fini, il deferimento di Bocchino, Briguglio e Granata, la Lega, i vertici pdl saldamente al loro posto, il veleno di Feltri, e in ultimo Gheddafi non possono in alcun modo ricucire uno strappo non voluto, bensì impostoci.

Indietro non si può tornare, i vertici lo sanno bene, al massimo si può dialogare fino a fine legislatura. Ma da Roma fino al più piccolo paesino di provincia lo strappo è consumato e non esiste più il “pdl” con i finiani.

Pertanto, partito o non partito, due sono le certezze:

1) sulla Legalità nessun passo indietro.

2) nessun rientro nel PDL.

Abbiamo acquistato oramai la nostra identità politica, orgogliosi e fieri di fare politica tra le gente a testa alta, fieri di essere minoranza, fieri di essere di destra!

Mortificati dallo show del re del petrolio, che forte della nostra insufficienza energetica, viene a deridere quella che è la madre, la Patria di Santi e poeti, la culla della cultura, dell’arte, della musica, della giurisprudenza offrendoci un circo nel bel mezzo della città “caput mundi”, offrendoci poi il privilegio di pulire lo sterco dei suoi cavalli!

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Modello Tea Party per Generazione Italia

30 ago 2010
di Gianmario Mariniello

L’America è un grande paese. Una società sempre in movimento dove ogni quattro anni si celebra il più grande spot mondiale per la democrazia qual’è l’elezione del Presidente degli Stati Uniti e dove, almeno ogni otto anni migliaia di persone facenti parte la classe dirigente del paese fanno le valigie e lasciano il posto ad altri. Tutto ciò accade da secoli, con cadenza regolare all’interno di un bipartitismo quasi perfetto. Un fenomeno nuovo, però, si sta espandendo a macchia d’olio nel contesto politico statunitense. il Tea Party prende sempre più piede tra la middle class americana (la maggioranza silenziosa) con la sua ricetta economica fatta di meno tasse e meno presenza dello stato nell’economia. Il Tea Party ha un doppio significato, visto che è sia l’acronimo di (tax enough already) già tassati abbastanza ed è anche un forte riferimento storico visto che si rifà al Boston Tea Party del 1773 che iniziò con un atto di protesta dei coloni americani (la distruzione di centinaia di ceste contenenti tè) contro la legislazione fiscale imposta dal Governo della Gran Bretagna, che consegnava di fatto il monopolio del tè mondiale alla britannica Compagnie delle Indie e che da molti storici viene considerata come la scintilla da cui iniziò la rivoluzione per l’indipendenza americana. In effetti nel nome è racchiusa tutta la piattaforma politica del movimento che attorno a slogan tipici delle destre conservatrici europee del Dio, patria e famiglia ed ad un forte nazionalismo patriottico rafforzato da riferimenti ed immagini tipiche della rivoluzione americana è la forza del messaggio economico tanto semplice quanto sentito che smuove le coscienze della middle class. Il partito Democratico, forte del carisma della presidenza Obama guarda ancora con una sorta di superiorità e derisione il Tea Party, ma i sondaggi iniziano a mostrare delle crepe profonde nel consenso e nella popolarità del presidente afroamericano. Dall’altra parte i repubblicani sembrano non sapere come comportarsi, perchè se l’ultradestra americana rappresentata da Sarah Palin, sta cercando di cavalcare l’onda, la componente moderato-istituzionale del partito rimane piuttosto scettica, per non dire impaurita. Del resto sono le modalità del successo che sconvolgono, lo spontaneismo ed il movimentismo che si propagano attraverso internet, i forum, i blog ed i social network e le radio locali e nazionali, fino a conquistare il pieno appoggio della Fox News, le prime primarie repubblicane dove i rappresentanti del Tea Party fanno incetta dei voti sembrano voler trasformare lo storico partito. Il Tea Party ha lanciato una sorta di opa ostile sul partito repubblicano americano e se i vertici non sapranno gestirla si potrebbe addirittura arrivare alla clamorosa nascita di un terzo polo. Non ci vedete delle analogie con quello che sta accadendo in Italia? Le due destre americane e le due destre italiane, pur se in condizioni ed in paesi con distanze politiche, strutturali, economiche, ambientali e sociali siderali, si stanno ritrovando accomunate da due fenomeni simili. Lo spontaneismo che accompagna Generazione Italia dovrebbe essere accompagnato da un messaggio economico forte e rivoluzionario, come accade per il Tea Party americano. Una rivoluzione fiscale, che partisse dal Mezzogiorno, per poi propagarsi in tutte le zone d’Italia trasformerebbe questo nostro paese ed a quel punto sarebbe il PDL a dover scegliere da che parte stare, non i finiani. La gente è stufa e la crisi sta colpendo duro, Generazione Italia ha davanti ha sè un terreno politico che ha iniziato a coltivare tramite internet e lo spontaneismo, ora basta un po’ di coraggio e un’analisi più approfondita di quello che sta accadendo negli Stati Uniti per continuare sulla strada intrapresa. Non servono tanto altri partiti, ma altri messaggi.

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Incontro Circolo di GI Torino “Cavour”

30 ago 2010
di Gianmario Mariniello

1 settembre 2010
20:30a22:30

Sperando che il periodo estivo sia trascorso serenamente ed abbia ricaricato le energie per affrontare la ripresa dei lavori, comunichiamo che è indetto per il giorno mercoledì 01 settembre 2010 alle ore 20,30 il secondo incontro di Generazione Italia Torino – CIRCOLO CAVOUR, presso la sede di Via Borgone 57 Torino.

Per motivi logistici è obbligatoria la registrazione inviando una mail a incontri@generazioneitaliatorino.it indicando nome, cognome, indirizzo e numero di telefono entro il 30/08/2010.
Durante la serata verrà presentata l’attività politica di Generazione Italia Torino – CIRCOLO CAVOUR.

Per informazioni potete contattare Andrea Mariscotti, responsabile del Circolo Cavour, al numero 347.2771902.

Sperando di vederla presto, le inviamo i nostri più cordiali saluti.

Segreteria Generazione Italia Torino CIRCOLO CAVOUR

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