Come si svolte la visita angiologica: tutto quello da sapere

L’angiologo è il medico specialista che si occupa del sistema circolatorio, concentrandosi sulle vene e sulle arterie. La salute del sistema circolatorio è negli ultimi anni diventata molto importante poiché lo stile di vita moderno porta a un eccesso di grassi nel sangue che possano creare placche all’interno delle arterie, che vanno restringendosi impedendo di far passare il flusso sanguigno. Se il sangue si blocca, possono esserci conseguenze gravi come un infarto cardiaco oppure un ictus. La condizione di un eccesso di grasso nel sangue, detti anche trigliceridi, può anche portare alla formazione di trombi, dei piccoli agglomerati che si possono incastrare in un’arteria bloccando il sangue.

Come si svolge la visita

Come in tutte le prime visite, la prima cosa che l’angiologo fa è controllare l storia clinica del paziente, evidenziando eventuali precedenti problemi cardiaci come un infarto. Il medico indaga la presenza di altri fattori di rischio come famigliarità, fumo, ipertensione nonché colesterolo alto, che si può dedurre da una semplice analisi del sangue. La presenza di uno o più di questi fattori evidenzia un rischio alto, anche se il paziente non ha alcun tipo di sintomo. Durante la visita angiologica, il medico ascolta diverse sedi vascolari alla ricerca di eventuali problemi. L’auscultazione permette di rilevare i cosiddetti soffi vascolari che si presentano in caso di restringimento dell’arteria. L’angiologo controlla anche se c’è flebite, si tratta di un processo infamatorio delle vene più superficiali che si presenta con varici, rossori, macchie, edema cutaneo. Questa fase deve esser fatta in piedi per avere un buon quadro generale.

L’angiologo è il medico specialista del sistema cardiocircolatorio che può prescrivere anche un ecodoppler. Lo strumento può esser utilizzato subito durante la visita per confermare quanto auscultato. Infatti, in presenza di soffi vascolari, si deve controllare l’aorta che può presentare una dilatazione, detta aneurisma. La dilatazione è pressoché asintomatica per il paziente ma può esser fatale perché può provocare la rottura del vaso.

Se i soffi vascolari interessano i vasi del collo, cioè le arterie carotidi, significa che possono esserci dei restringimenti che, se non curati, portano a sintomi neurologici tra cui anche ictus. Il blocco del sangue che va verso il cervello, infatti, porta a un ictus, molto pericoloso perché se il cervello resta senza ossigeno possono esserci danni cerebrali anche gravi e permanenti. Un ictus è pericolosissimo perché non si sa mai che parte del cervello andrà a colpire: quella che regola il movimento, quella della parola o anche delle funzioni basilari come il respiro. Il restringimento delle carotidi è una condizione molto frequente nelle persone che hanno superato i 50 anni e per tale ragione si consiglia sempre di fissare un appuntamento con l’agiologo per verificare la salute delle vene e arterie, evitando sintomi gravi. L’ecodoppler alle carotidi nei soggetti ultra cinquantenni, anche se sani, è per tale ragione sempre consigliata. Prima di una visita angiologica si consiglia di seguire una dieta equilibrata per due giorni al fine di avere l’addome libero facilitando così l’uso dell’ecodoppler in tale zona.