Artrosi del ginocchio: le cellule mesenchimali sono la soluzione

L’artrosi del ginocchio è una patologia che comporta la progressiva degenerazione della cartilagine articolare. Di solito si manifesta negli over cinquanta, ma in alcuni casi può colpire anche i più giovani. Quando questa malattia arriva a compromettere l’articolazione del ginocchio, l’intervento di protesi diventa necessario. Tuttavia è possibile limitare la progressione  dell’artrosi, come spiega il Dott. Carmine Naccari Carlizzi, uno dei massimi esperti in Italia di terapie rigenerative, mediante il trapianto di cellule mesenchimali.

L’artrosi del ginocchio una malattia degenerativa

Come anticipato poco sopra, l’artrosi del ginocchio è una malattia degenerativa che interessa le cartilagini di femore e tibia, che svolgono, di norma, una funzione protettiva ed ammortizzante, attenuando l’impatto di colpi e di eventuali movimenti bruschi. Nel corso della vita, a causa dei naturali processi di invecchiamento, è normale che la cartilagine venga sottoposta ad usura. Tuttavia, in alcuni casi, questa può risultare estremamente accentuata.

Ciò può dipendere dall’attuazione di lavori pesanti o di sport agonistici oppure da una condizione di sovrappeso. Vi sono dei casi, però, in cui l’usura si manifesta a seguito anche di lesioni articolari e di fratture ossee. L’artrosi del ginocchio, spesso, viene trascurata per lungo tempo, poiché all’inizio non genera dolore. Se la patologia raggiunge uno stadio avanzato è necessario procedere con un intervento di protesi.

In questo caso la tecnica più evoluta tra quelle attualmente disponibili è il sistema robotico RIO, che consente una degenza breve, in quanto vengono attuati dei tagli mini-invasivi. Inoltre i danni creati alle strutture ed alle parti molli e dure sono ridotti. Per avere maggiori informazioni basta guardare il video di youtube relativo a questa metodica di intervento spiegata dal Dott. Naccari Carlizzi.

Per rallentare la progressione della malattia, tuttavia, è possibile avvalersi delle cellule mesenchimali, dette anche MSC. Si tratta di una tecnica rivoluzionaria, che viene praticata ormai da diversi anni e che si è dimostrata estremamente valida. Ma vediamo nello specifico di che cosa si tratta.

Che cosa sono e come agiscono le cellule mesenchimali

Le MSC non sono altro che delle cellule staminali immature ed indefinite, che riescono a produrre le diverse tipologie di cellule che compongono il corpo umano. Nello specifico, come afferma il Dott. Naccari Carlizzi, Ortopedico e Medico dello Sport, possono specializzarsi in adipociti (cellule del grasso), in condrociti (cellule della cartilagine) ed in osteoblasti (cellule delle ossa).

Le cellule mesenchimali venivano inizialmente isolate esclusivamente dal midollo osseo, ma con il passare del tempo si è capito che possono essere reperite anche in altro modo. Infatti si trovano nel tessuto adiposo, nel cordone ombelicale e persino nella placenta. Ad essere particolarmente utilizzate sono le MSC del grasso corporeo. Ma come mai? Per il semplice fatto che sono facili da estrarre e che sono disponibili in elevate concentrazioni.

Queste particolari cellule risultano estremamente efficaci nel caso dell’artrosi  del ginocchio, poiché hanno un’eccellente azione antinfiammatoria ed antidegenerativa. Non bisogna dimenticare, inoltre, che favoriscono la produzione di collagene, una proteina che si rivela indispensabile per evitare la degenerazione della patologia.

In che cosa consiste il trapianto delle MSC e a chi è bene affidarsi

Il trapianto delle MSC non deve generare timore, in quanto si tratta di una procedura ambulatoriale, che viene attuata in anestesia locale. Infatti il chirurgo preleva dal paziente una piccola quantità di tessuto adiposo. Per attuare questa operazione viene utilizzato un ago lungo e sottile, fenestrato che si inserisce attraverso delle microcincisioni, generalmente in addome.

Il lipoaspirato che si ottiene viene trattato con un kit monouso asettico, al fine di separare le cellule mesenchimali dal prodotto di scarto, composto per lo più da residui ematici ed oleosi. Le MSC isolate vengono, quindi, trasferite in una sonda aghiforme. In questo modo è possibile garantirne l’inoculazione in corrispondenza dell’articolazione del ginocchio.

Dopo l’operazione, il paziente può cominciare a muoversi senza il bisogno di stampelle e deve sottostare a restrizioni veramente minime. Un aspetto importante da sottolineare è che, nonostante l’estrazione e l’iniezione delle MSC sia un intervento poco invasivo, è bene che venga attuato da un esperto, come il Dott. Naccari Carlizzi, poiché si rischia di andare incontro a risultati poco soddisfacenti.