Politica Bello GIANFRANCO FINI accolto dalla Folla a MIRABELLO Festa TRICOLORE 04092010

17/08/2012

OkNotizie | 56

Belpietro e la sua macchina del fango a spese dei contribuenti

Parole chiave: , , , ,


E’ incredibile che la nuova campagna pseudo scandalistica contro Fini, sia promossa da  Maurizio Belpietro, il superdirettore pagato con imponenti contributi pubblici al suo giornale (40 milioni dal 2003 al 2009) e pure lui scortato a spese dei cittadini, pur non essendo il presidente della Camera dei Deputati.
Per ottenere il potenziamento e la promozione della scorta fu protagonista di un falso attentato, che doveva servire a “stimolare la decisione” da parte del Viminale. Interessante notare anche che l’attacco di Belpietro a Fini nasce quasi in contemporanea alla dichiarazione della nuova discesa in campo di Berlusconi e l’imminente ripresa dell’attività politica di Fini in favore della nascita nel nuovo soggetto politico che sostituisca il vecchio centro destra.  
Libero accusa Fini di aver prenotato nove stanze in una pensione tre stelle di Orbetello, destinate alla scorta assegnatagli dal Ministero dell’Interno. Il quotidiano si chiede: “Chi paga le camere dell’hotel di Orbetello dove alloggia la scorta di Fini?” La risposta sarebbe quasi scontata: gli stessi che hanno pagato anni di inutile scorta al direttore di Libero! A meno che non si decida di mandare le scorte del Viminale in campeggio…  o abolirle del tutto. Salvo poi inveire contro il Ministro dell’Interno, quando ci troviamo di fronte all’ennesimo caso Biagi.

Anche la risposta del Presidente Fini è secca e immediata: “Le modalità per garantire la sicurezza della mia persona in ragione della carica istituzionale ricoperta sono decise autonomamente dai competenti organismi del Ministero degli Interni. Dal giorno in cui sono stato eletto Presidente della Camera ad oggi non ho mai chiesto, né tanto meno ho mai usufruito di servizi diversi, e men che meno privilegiati e di favore”.

Il Viminale conferma, «la gestione, l’organizzazione e l’esecuzione del servizio non rientrano nelle competenze della Camera ma fanno capo all’ispettorato di pubblica sicurezza di Montecitorio».

E ancora Fini, che sfida la demagogia del Ministro Cancellieri e di quanti nel palazzo sono circondati da numerose scorte, anche se non previste necessariamente dalla legge come nel suo caso: “intervenire subito, nelle modalita’ che riterra’ piu’ opportune, per consentirmi di non godere piu’ di un privilegio legale”.

Tace quasi tutto il centrodestra, ad eccezione del Presidente del Senato e di Casini che comunicano la loro solidarietà. Forse si teme un botta e risposta sulle vacanze milionarie di Formigoni. Qualcuno infatti sicuramente avrà pensato che invece che ad Ansedonia ed orbetello, avrebbe potuto affittare una villa per due mesi nelle Antille, magari nell’Altamer Resort di Anguilla, un sette stelle tra i più cari del mondo, mèta di oligarchi russi, emiri arabi, celebrità statunitensi e di Roberto Formigoni.

Ma soprattutto evitando di far ricordare i voli di stato che  portavano in Sardegna non le scorte, ma le escort !

Silenzio di tomba anche da parte della Lega Nord. Ovviamente.

Il solito Belpietro, alla ricerca di qualsiasi argomento con cui attaccare Fini e soffrendo la mancanza del prode Lavitola (un altro bel giornalista finanziato dai cittadini) da sguinzagliare alla ricerca di documenti da produrre o da creare, pur di gettare sterco nei ventilatori delle rotative, non poteva che attaccarsi al fondo del barile.

Ma andiamo a spulciare dietro al pulpito di tanti strali: scopriamo che nei sette anni che intercorrono dal 2003 al 2009, Libero ha beneficiato di contributi pubblici per 40 milioni di euro (1) e scopriamo anche che l’AGCOM, condannando l’editore per false comunicazioni sociali, ha richiesto indietro 13 milioni (2) di quanto versato (3). Contributi che sono serviti a malapena ha coprire gli stipendi milionari di Sallusti, Feltri e Belpietro, attraverso i quali però gli ultimi due, hanno potuto poi assumere il controllo della testata: hanno potuto  acquistare il 10% ciascuno della società editrice. Nonostante posseggano una quota di minoranza, la gestione del giornale è stata affidata a loro. Grazie a una serie di patti parasociali, Feltri e Belpietro hanno cioè anche la maggioranza nel consiglio di amministrazione: sono passati dall’essere grandi camerieri/giornalisti a spese dello stato, ad essere grandi imprenditori editoriali con i soldi pubblici.

Ad otto mesi dalle elezioni, la «macchina del fango» si è messa in  moto, evidenziando il costante alimento fornito dal conformismo dottrinale di direttori e giornalisti di partito, pronti a mettere l’informazione al servizio del padrone. Gli epigoni di Goebbels, non sono mai mancati.

 

1) Aldo Forbice, Giancarlo Mazzuca, I Faraoni. Come le mille caste del potere pubblico stanno dissanguando l’Italia. Piemme, 2009, pag. 262.
2) http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Angelucci-confermata-multa-Agcom-contributi-Libero-Riformista/17-04-2012/1-A_001429966.shtml
3) La Commissione Consultiva sull’editoria presso la Presidenza del Consiglio, preso atto della sanzione comminata dall’Agcom, ha stabilito che i due quotidiani dovranno restituire i circa 43 milioni di euro di contributi percepiti negli anni 2006-2010. – Matteo Bartocci, «Feltri e Riformista senza contributi pubblici»


Articolo di

38 anni imprenditore, coordinatore organizzazione FLI Toscana e membro dell’Assemblea Nazionale di Futuro e Libertà


56 Responses to Belpietro e la sua macchina del fango a spese dei contribuenti

  1. Fiamma Tricolore says:

    Belpietro: è chiaro come il sole che da un personaggio di siffatta risma come il kompagno Fini non ci si poteva certo attendere che “monitorasse” le spese (folli) connesse alla protezione della sua persona, o meglio della carica istituzionale, che nonostante le paventate dimissioni, si ostina a ricoprire alla faccia del Popolo sovrano…FINI A CASA!

  2. Sugel says:

    Boffo finirà col dimettersi da direttore dell’ Avvenire . Feltri ha scontato una sospensione di sei mesi dall’ Ordine dei Giornalisti come sanzione per il caso Boffo e per gli articoli firmati da Renato Farina pubblicati successivamente alla sua radiazione dall’albo.

  3. FRANCESCO says:

    BELPIETRO PARLERA’ DEI 2,5 MILIONI E DECINE DI UOMINI DI SCORTA DI BERLUSCONI????

    Sono davvero incapaci di tutto, ormai screditati, annegano nel veleno che per anni hanno iniettato nel dibattito pubblico italiano

    FINI ha vinto contro di loro, adesso costruisca una grande forza liberale, riformista, democristiana, europea, con Casini, Rutelli, Montezemolo, Riccardi etc.

    http://www.asca.it/news-Fli__Fini__noi_con_i_riformisti__vorrei_donna_candidata_premier-1189415-POL.html

    basta non sia la Bonino, serve una donna apprezzata anche dalla Chiesa.

    • PERPLESSO says:

      basta non sia la Bonino, serve una donna apprezzata anche dalla Chiesa.

      Che c’entra la Chiesa, scusa? Mica siamo Casiniani.

  4. gold account says:

    Boffo finirà col dimettersi da direttore dell’ Avvenire . Feltri ha scontato una sospensione di sei mesi dall’ Ordine dei Giornalisti come sanzione per il caso Boffo e per gli articoli firmati da Renato Farina pubblicati successivamente alla sua radiazione dall’albo.

Torna su ↑