Legge elettorale nuova? Si fa “ammuina” per tenersi il Porcellum
Non so fino a che punto possa servire parlarne, visto che non è sul tavolo delle trattative e anche il Presidente Fini ha sempre ripetuto che “so di essere in netta minoranza”, ma insistere sui collegi uninominali crea solo una divisione e ci mette nell’angolo rispetto alle forze politiche che tengono in piedi il tavolo di confronto.
Finire di nuovo relegati ai margini non ci piace, è come il ripetersi dell’ABC con Monti, dove Fli passava alla voce “Casini” e Terzo Polo equivaleva a Udc. Possibile che proprio non si riesce ad essere protagonisti, ma si usa il protagonismo per essere gregari? Che senso ha rilanciare mediaticamente e ossessivamente un progetto che nessuno segue e non è affatto tenuto in considerazione dalle forze politiche?
E’ illudere chi ripone una fiducia in noi. Mostrare loro di star combattendo una battaglia che a onor del vero non è mai nata e mai può nascere. Come promettere agli amanti della neve di battersi per campi da sci ai tropici. Meglio piuttosto ottenere di poter discutere nel dibattito e di poter essere determinanti nella scelta finale.
Parlo per me, mai ho creduto nella volontà dei partiti al voler cambiare legge elettorale, l’impressione è che si fa “ammuina” per arrivare a tenersi il Porcellum. E’ un modo per salvare la faccia e dare la colpa all’avversario di ostruzionismo. E sostenere ciò che non è alla fine porta a dire “beh, noi volevamo diversamente”… i campi da sci ai Tropici, appunto.
Siamo realisti e soprattutto siamo giusti. L’idea di ripugnare le preferenze, sia da parte del Pd, che da parte di Grillo (pare), offre tanto l’impressione di voler restare con l’attuale legge, tanto “le preferenze sono già bandite”.
Fa strano che mentre tutti, tranne il Pdl, chiedevano le preferenze per “restituire il diritto di scegliere all’elettore” oggi siano tutti contrari e solo il Pdl favorevole alle stesse. Poi ci meravigliamo che il Paese non segue la politica e non crede in essa.
Però, considerato che non esiste legge elettorale perfetta, ipotizziamo – per gioco – che sul tavolo da domani si parli chiaramente ed a maggioranza di collegi uninominali, quale proposta?
Semplice, e qui ripetiamo ciò che abbiamo già sostenuto:
1- Primarie aperte per scegliere i candidati.
2- Residenza certa del candidato in quel collegio. Certa e continuata per almeno gli ultimi 5 anni.
Questo a nostro avviso è l’unico modo per certificare il rapporto candidato-elettore. Vincere le primarie da solo non basta, è come vincere un congresso di partito e i detrattori del sistema tessera-voto sanno bene come funziona. In Campania alle primarie del Pd in alcune città del napoletano votavano mogli e affiliati di boss della Camorra.
E poi, basta con i candidati sponsorizzati dalle segreterie di questo o quel parlamentare. Basta con candidati di Pordenone essere eletti a Siracusa (per dire). Se vuoi essere rappresentante di un collegio, in quel collegio ci devi vivere, devono conoscerti, devo “toccarti”.
Sennò, sono solo chiacchiere…
