Economia NESTLE1

27/07/2012

OkNotizie | 29

Il patto generazionale della Nestlè? Ecco perchè diciamo si

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La Perugina propone un ‘patto generazionale’, che prevede la riduzione del lavoro da 40 a 30 ore settimanali in cambio della possibilità di assunzione di un figlio con un contratto di apprendistato.
La CGIL dice “no” (come al solito), mentre noi diciamo si.
Azienda a parte (alcuni dicono che è mossa pubblicitaria per nascondere assenza investimenti della Nestlè a Perugia)’ il principio è sacrosanto, e non in nome del “patto generazionale”, ma in nome della libertà: come l’azienda è libera di fare un proposta del genere al lavoratore, il lavoratore è libero di accettare.
Il lavoratore è libero di lasciare il posto di lavoro quando gli pare (a differenza dell’azienda, almeno in Italia) e quindi esercita una sua libertà se decide di ridurre il proprio orario di lavoro (e quindi lo stipendio) per dare un’opportunità ai propri figli.
È uno scambio che si basa sulla libertà, non sulla coercizione. È uno scambio che fa vincere il lavoratore (e la sua famiglia) che da un’opportunita a suo figlio conservando il proprio posto di lavoro e l’impresa che inizia a formare i lavoratori di domani prima del previsto.
Insomma, il patto generazionale non c’entra. È una questione di libertà. Un principale che difenderemo sempre. Come fanno tutte le destre occidentali.


Articolo di

Dino Carratu'

Nato a Villaricca (NA) il 4 marzo del 1984, è laureato in Scienze Giuridiche presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. E' dirigente nazionale di Generazione Futuro.


29 Responses to Il patto generazionale della Nestlè? Ecco perchè diciamo si

  1. Ilaria says:

    Sandro Cecconi says:
    30 luglio 2012 il 14:24

    chi mi sa spiegare le motivazioni per cui non vengono addottate con effetto immediato le proposte Baldassarri?

    Chi risponderà nel modo giusto avrà trovato anche la spiegazione della verità.

    ______________________

    Eh, Sandro, si torna sempre lì, sono mesi che lo diciamo.
    Le proposte Baldassarri chiuderebbero il magna magna delle lobbies.

    Nel frattempo che nessuno fa nulla, vorrei portare alla luce alcuni fatti economici riguardanti la Toscana, la mia regione.

    - La Richard Ginori dovrebbe chiudere oggi
    - I cantieri Apuania idem
    - Il Polo Siderurgico di Piombino è in crisi nera

    Questo “solo” per parlare di cose che conosco e posso toccare con mano.

    • Sandro Cecconi says:

      Sono cifre e notizie drammatiche, Ilaria. Il tutto per quale motivo? Perché non si vuole comprendere che occorre far aumentare i consumi interni non tramite aumento degli stipendi e dei salari ma diminuendo la pressione fiscale in modo tale da far aumentare le disponibilità finanziarie delle famiglie e consentendo alle imprese di poter proseguire il loro risanamento nel medio periodo.

      Ma per poter ridurre la pressione fiscale, giova ricolrdare che in Italia è la più elevata al mondo, occorre diminuire la spesa pubblica campo in cui c’ moltissimo da fare qui in Italia ma non lo si vuol fare perché la gran parte di questi politicanti da operetta preferiscono citare Keynes che mi fa sobbalzare ogni volta che ascolto il suo nome.

      Sono molto sfiduciato poiché la crisi che stiamo vivendo non ha insegnato nulla ai più, cittadini compresi i quali si dovrebbero inca.z.z.a.re proprio come i lavoratori dell’ILVA di Taranto e della Liguria che sanno perfettamente che la colpa è tutta dello Stato italiano e dei vari enti locali, come ha ammesso due giorni orsono lo stesso Presidente della Provincia di Taranto.

      • Ilaria says:

        Va anche detto che, con tutte le tasse che paghiamo, almeno avessimo chissà che servizi e qualità!!
        E invece no! manteniamo corrotti e parassiti che fanno solo danni!

        Vogliamo parlare anche delle voci insistenti del “blocco” delle tredicesime?
        Lo sanno questi politicanti che se le bloccano davvero la gente gli spara per la strada? Almeno lo capiscono?

  2. Sandro Cecconi says:

    Per i soliti noti aficionados dell’espansione della spesa pubblica, la disoccupazione continua ad aumentare al pari della spesa pubblica.

    Strano? NO!

    http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/464206/

  3. Sandro Cecconi says:

    Eh eh eh eh eh eh eh

    Non avevo dubbi dei vari dei non interventi in merito.

    Sorrido amaramente per non dovermi mettere a piangere davanti a atteggiamenti degli italiani su questo campo.

    I bambolotti hanno il terrore delle piccolezze e lasciano così che i ladroni continuino a rubare e a non risolvere i vari problemi che affliggono i nostro Paese.

    Ormai son diventati tutti del PD, dell’UDC e, forse, del PDL.

    La desolazione continua a crescere in questa nostra Italia.

  4. Sandro Cecconi says:

    Come nel 1980 la famosa marcia dei 40000 dipendenti FIAT contro i picchettaggi dei sindacati, strano ma sono rimasti sempre gli stessi, e la guerra aperta all’interno del PCI tra Berlinguer e Amendola il quale dichiarò che avrebbe denunciato alle autorità giudiziarie tutti quei lavoratori che avessero procurato danni alle catene di montaggio della casa automobilistica contro tutto il PCI dell’epoca, così i lavoratori della ILVA di Taranto e Liguria stanno facendo oggi, facendo uscire allo scoperto i veri colpevoli della situazione, forse daranno la sveglia e la stura a tutti questi sciatti politicanti da strapazzo e indegni di sedere nel Parlamento italiano.

  5. Sandro Cecconi says:

    La situazione economica europea non è delle più floride pertanto occorre immediatamente che la revisione alla spesa pubblica italiana proceda a tappe più che forzate, spese pazze e scellerate ce ne sono moltissime per importi che farebbero svenire chiunque, poiché i calcoli sono già stati fatti; leggete questo report e vi renderete subito conto che per l’Italia il maggior deleveraging è quello dello stato nella sua completezza ovvero comprensivo di regioni, province, comuni e vari enti inutili di cui La Stampa ha già pubblicato l’elenco nei giorni scorsi:

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-07-30/maledizione-triplo-deleveraging-italia-135919.shtml

    Quindi è venuto il momento di dire basta a tutte le sciocchezze proposte dai soliti noti e operare immediatamente le scelte giuste ovvero far diventare realtà immediata tutte le proposte Baldassarri e “affamare” così la “bestia” (stato ecc.) per farlo funzionare in modo egregio.

    Se non si farà allora sarà il vero disastro totale!

    Tutto il resto è solo noia!

  6. Sandro Cecconi says:

    Voglio aiutare tutti, redazione G.I. compresa, ad individuare le motivazioni e i colpevoli postando due interventi del Prof. Baldassarri che dovreste conoscere senza invocare come un mantra Keynes tanto caro agli spendaccioni del danaro pubblico come se non ce ne avessimo moltissimi:

    http://www.mariobaldassarri.it/Notizie/In-primo-piano/Spending-review-cosi-tecnici-e-politici-boicottano-i-tagli

  7. Sandro Cecconi says:

    II Parte:

    chi mi sa spiegare le motivazioni per cui non vengono addottate con effetto immediato le proposte Baldassarri?

    Chi risponderà nel modo giusto avrà trovato anche la spiegazione della verità.

  8. Sandro Cecconi says:

    I Parte:

    Parto dallo spunto che il caso Nestlè descritto offre per affrontare il nodo del lavoro.
    Sino a quando esisterà e permarrà questo stato di cose attuale nel nostro Paese non saranno mai generati nuovi posti di lavoro e l’economia sarà sempre più asfittica sino a condurre l’Italia ad una vera asfissia in cui non si potrà salvare nessuno.

    Purtroppo, è inutile nasconderlo e nascondercelo, dobbiamo ammettere che sia i partiti sia i famosi tecnici, di cui solo Monti può essere inteso come tecnico soltanto – non certamente coloro molti altri, non opereranno le giuste scelte, la situazione si aggraverà sempre più sino a giungere alla morte del “malato” per asfissia.

  9. Sandro Cecconi says:

    Vanda, Vanda.

  10. Sandro Cecconi says:

    Pensare a Keynes mi farebbe già star male figuriamoci se si dovessero adottare le sue teorie nell’attuale situazione economica italiana e mondiale.

    Evidentemente ancora non bastano i disastri provocati.

  11. Antonio K says:

    Continuo a rimanere molto perplesso sulla questione…
    Se la famiglia in cui lavorano padre e figlio nel mdo su descritto va in banca per fare un prestito per affrontare una spesa urgente credete che ottenga la cifra il padre con la sua busta paga o il figlio con la sua? Oppure dovranno presentarle tutti e due per ottenere una cifra minore?
    La vita ha anche altri aspetti e ci sono anche quelli da vedere. Poi, per carità, è meglio un figlio che lavora piuttosto di uno che sta a casa, ma pure Catalano in una pubblicità di qualche tempo fa si chiedeva se era meglio tirare a campare con una pensione sola o vivere bene con due…

  12. Generazione Italia Redazione Generazione Italia Redazione says:

    Leggiamo molti ottimi commenti e contributi che state dando: questo post è uno dei più cercati sul web quando si parla di Nestlè, è bello poter mostrare agli internauti i vostri interessanti punti di vista. Grazie!

  13. Diocleziano says:

    E’ evidente che la proposta della Nestlè comporta una penalizzazione immediata (riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione) ed una differita (ammontare della pensione futura) per i lavoratori più anziani: E’ anche evidente che un contratto di apprendistato non garantisce, alla sua scadenza, l’assunzione definitiva dei più giovani. Tuttavia, nella situazione attuale, consente l’ingresso nel mondo del lavoro a giovani che altrimenti contuinerebbero ad esserne esclusi. La proposta in sè non è comunque scandalosa, con buona pace della CGIL, e non è obbligatorio accettarla. Il lavoratore che decide di accettarla, per convinzione o per necessità, esercita il suo diritto di scelta e gestisce il suo rapporto di lavoro nel modo che ritiene più opportuno. La CGIL può dichiararsi contraria ma non può impedire una modifica del rapporto di lavoro che è individuale e gestibile dalle parti, lavoratore ed azienda, nella maniera che vogliono, nel rispetto dei CC:NN:LL: e delle leggi.

    • Generazione Italia Redazione Generazione Italia Redazione says:

      D’altra parte, caro Diocleziano, anche Algida ha adottato e da tempo formule simili senza sollevare chissà quale coro di vergini scandalizzate. La verità è che il tempo passa e i ragazzi restano a marcire, e i genitori fanno due volte i sacrifici: i soldi che devono spendere per mantenere i figli ‘in parcheggio’ e disoccupati superano di molto quelli che percepirebbero in meno di pensione.

      Sulla garanzia di assunzione, poi, è giusto che Nestlè presenti un piano dicendo QUANTI saranno i reali assunti (in altre parole non sia questa una manovra per decurtare il personale e risparmiare su stipendi e pensioni). Una volta stabilita la quota e concordata insieme, l’assunzione dipenderà dalle capacità effettive del ragazzo e ci pare giusto così.

  14. riccardo says:

    non sono d’accordo con la proposta dell’azienda in quanto parliamo di rendere precari 2 lavoratori, padre e figlio.Viviamo in un paese strano dove con o senza crisi i gruppi industriali sembrano sempre essere in crisi mentre continuano a fare profitti .Sono stufo di dover sentire idiozie di questa natura nel nome di una perenne crisi per poi,guarda caso,delocalizzare gli impianti per ricevere gli incentivi dell’ue.

    • ANTONIO says:

      Sono pienamente in accordo con te in Italia sono pochi i veri imprenditori ma ci sono molti sfruttatori e lucratori dei lavoratori mossi solo dalla logica del profitto e che se ne infischiano delle Leggi facendo i loro porci comodi nell’ indifferenza totale delle Istituzioni e l’ Ilva di Taranto è un esempio eclatante.
      Poi vogliono far credere che questi criminali (chi viola le Leggi macchiandosi di reati gravissimi come hanno fatto e stanno facendo i dirigenti dell’ Ilva pappon Riva e cricca e che ora il Governo cerca di salvare facendo pressioni indebite sul tribunale del riesame) siano la salvezza dell’ Italia sono quelli che creano lavoro e occupazione mentre in realtà danno solo morte.
      Qui cè la tendenza a considerare certe aziende come Istituzioni, come qualcosa di intoccabile, come degli Dei dell’ olimpo da venerare invece le aziende pubbliche o private che siano sono semplicemente aziende e sottoposte alle leggi dello Stato Italiano e non saranno mai Istituzioni.
      Trovo vergognoso che il Governo cerchi di interferire e fare pressione sui magistrati per salvare questi delinquenti e siccome nella nostra Costituzione la magistratura e un organo indipendente questa è l’ occasione per dimostrarlo agli Italiani.
      Lo stabilimento và sequestrato e i salari agli operai vanno garantiti per il tempo della chiusura e della messa in regola di questa arma di distruzione di massa legalizzata andando a prendere le risorse dai tagli ai costi e ai privilegi della Politica dall’ abolizione delle Provincie e così via si possono così mettere a posto e in sicurezza tutti gli stabilimenti d’ Italia senza problemi.
      Se il Governo non adotta queste misure deve essere mandato a casa e spero che FLI per prima agisca di conseguenza per difendere l’ autonomia della magistratura ultimo baluardo e speranza di salvezza.

      • Vanda says:

        Sono in completa sintonia con Riccardo ed Antonio… per quel che può valere!
        Apprezzo la disanima fatta da Antonio.
        Per quel che concerne la proposta della Nestlè (col suo aspartame che ci fa ammalare fin da piccoli) dico che è ignobile che un padre per far lavorare suo figlio , quasi gli si facesse un piacere ! non che la richiesta avesse il supporto del diritto, vede decurtato di un quarto il suo stipendio e il figlio prende 900 euro mensili: in due prendono uno stipendio e mezzo!
        E’ mai possibile che i sacrifici spettino solo ai più deboli ?
        Fra poco dovremo chiedere il permesso di mangiare e di vivere.
        Ah!, non è che i figli della media borghesia se la passino meglio eh!
        La salvezza per i ceti sociali medio-bassi non passa attraverso una spending review rivista e corretta dalle lobby e dai parlamentari che non so di chi facciano gli interessi.
        Più Keynes e meno Milton Friedman , please!

        • mauromauro says:

          gentile vanda, debbo fare un piccolo appunto
          keynes sosteneva la necessità di aumentare la spesa pubblica, sia investimenti che consumi, per incrementare i redditi e quindi la ripresa in un periodo in cui la spesa pubblica era piccola e la tassazione bassa.
          oggi, con una spesa pubblica alta e una altrettanto alta tassazione il prof baldassarri chiede di tagliare la spesa pubblica corruttiva per tagliare la tassazione a famiglie e imprese
          keynes c’entra poco e comunque viveva in altra epoca !

        • mauromauro says:

          sappiamo di chi fanno gli interessi lobby e parlamentari : di 500.000 italiani che magnano a 4 ganasce sulla spesa pubblica corruttiva – forn.iture di beni e servizi alla PA e ASL e fondi perduti alle imprese

  15. Fort says:

    Il lavoratore deve fare quel che dice il sindacato e bisogna che impari a capire chi comanda e senza tante storie. Punto.
    Almeno in Italia.

  16. Sandro Cecconi says:

    E’ sempre per me un vero dispiace dover leggere il pensiero bertinottiano che tanto nocumento ha portato al nostro Paese.

    P.S. Che poi questo tipo di contratto nella fatti specie possa portare dei vantaggi ben venga. Ma che un bertinottiano doc vorrebbe contrabbandarlo per oro colato a livello nazionale è qualcosa che fa veramente rigettare.

    • ANTONIO says:

      IL sindacato anzi questa parvenza di sindacalisti sempre a braccetto delle aziende sono la rovina del mondo del lavoro. Per andare bene ci vogliono pochi e capaci a comandare e tanti a lavorare. Invece da noi e’ tutto il contrario ci sono tanti a comandare e che non capiscono un ca.zzo tra l’ altro come alcuni commenti che ho letto e pochi e sottopagati a lavorare anche per chi non ha mai fatto nulla e ha sempre rubato lo stipendio e ora e in pensione. E’ ora di mandare via a calci nel cu.lo questa classe dirigente di papponi e questi ruffiani che la pensano come loro solo cosi potremo tornare veramente a crescere.

    • Ilaria says:

      Eh, sì!

  17. Antonio K says:

    …. mah…

  18. Giovanni says:

    Finalmente si inizia a capire qualcosa del mondo del lavoro, purtroppo il concetto non è nuovo perchè il primo ad averlo espresso è stato Bertinotti prima di entrare nell’ Euro e tutti subito a dargli del co.glione.
    Ora a distanza di anni come sempre avviene in Italia ci si accorge che quel concetto è giusto e sacrosanto lavorare di meno ma lavorare tutti altrimenti non ci sarà nessun futuro.
    Bravi avete scoperto l’ acqua calda complimenti.
    Comunque meglio tardi che mai ma bisogna capire soprattutto che chi non ha voglia di lavorare non mangia e quindi bisogna smetterla di andare in Politica per mangiare tanto senza lavorare come molti stanno facendo.
    In Politica ci devono andare i professionisti eletti dal Popolo e non autoeletti,ci deve andare chi non è indagato o condannato a fare i suoi porchi comodi alla faccia degli Italiani.
    Quindi dobbiamo assolutamente darci una Legge elettorale che termini questo giochetto che stà mandando l’ Italia e gli italiani alla malora senza possibilità di appello.
    Bisogna smetterla di ragionare per schemi come io sono di Destra io sono di Centro io sono di Sinistra ma bisogna ragionare in questi termini io sono onesto e io sono disonesto quindi unirsi e lottare in base a principi morali e non solo ideologici altrimenti non potremo mai sconfiggere l’ illegalità che si è radicata in tutto il tessuto sociale,economico e produttivo del Paese.

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