Interviste paolo_borsellino

22/06/2012

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Granata: Ora la verità su chi ha ucciso Paolo Borsellino

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di Cludia Fusani - Da tre anni la commissione Antimafia indaga sulla trattativa. A che punto siete?

“Abbiamo supportato con documenti e audizioni l’azione della magistratura. Fondamentale è stata la focalizzazione della revoca di oltre un centinaio di 41-bis nel febbraio del 1993 ad opera dell’allora Guardasigilli Giovanni Conso (oggi indagato a Palermo per false dichiarazioni al pm, ndr) e la contraddittoria gestione subito dopo l’omicidio di Borsellino del regime carcerario da parte del Dap diretto da Niccolo Amato. Fu Martelli, all’epoca Guardasigilli, a decidere il trasferimento dei capimafia nelle supercarceri di Pianosa ed Asinara. Lo fece senza alcun supporto delle strutture del Dap. Non si fidò. Giustamente.

Il 41-bis, il primo punto dello scambio tra Stato e Cosa Nostra. Dopo le stragi, quindi, lo Stato risponde. Quante e quali trattative stanno emergendo?

Almeno due. O due fasi della stessa. Una precede la strage di Capaci (23 maggio 1992, ndr); l’altra attraverso la strage di via D’Amelio determina l’apertura di nuove dinamiche nelle quali sembra ormai evidente il ruolo giocato dai servizi segreti e da alcuni apparati dello Stato che avevano interesse, o timore, a determinare la trattativa stessa e a trovare un nuovo punto di equilibrio.

Tre procure, Firenze, Palermo e Caltanissetta, indagano sulla trattativa. Li avete sentiti…Ci sono delle differenze che Mancino lamenta con D’Ambrosio?

Tra le procure esiste ampia sintonia di metodo e di sostanza. Lavorano su pezzi diversi della stessa storia, ogni ufficio per la propria competenza. Firenze si occupa della seconda fase, quella delle bombe in continente dopo l’arresto di Riina (gennaio 1993, ndr). Caltanissetta si occupa della strage di via D’Amelio. Palermo della prima trattativa visto che colloca, su elementi logici e concreti, i primi contatti tra Mannino nei primi mesi del 1992, tra Lima (marzo) e Falcone (maggio).

Il generale dei carabinieri Mario Mori ha sempre detto però che i primi contatti con Ciancimino e quindi Provenzano cominciano dopo via D’Amelio.

Qui inizia il cuore della questione. Per ani si è parlato di pezzi deviati dello Stato che avrebbero determinato depistaggi e rallentato la verità. Il quadro che emerge dalla ricostruzione processuale del tradimento e della morte di Paolo Borsellino racconta invece del pieno coinvolgimento dello Stato con responsabilità dirette dei servizi segreti ma anche di politici al governo.

Per anni le indagini su quella strage sono andate avanti, fino a sentenza definitiva, su clamorosi depistaggi. Come è stato possibile?

Credere a Scarantino è stato un autentico depistaggio. Chi ha indagato voleva assicurare verità rassicuranti ma lontane dalla verità. Non è un caso che su Spatuzza (nel 2008 si pente e sbugiarda Scarantino, ndr) si siano consumati gli scontri più feroci nel Pdl.

L’allora appena nominato ministro dell’Interno Mancino e Borsellino s’incontrano al Viminale il primo luglio 1992. Mancino nega. Che idea s’è fatto?

Quell’incontro c’è stato e lì Brsellino ebbe la consapevolezza della trattativa in corso e del suo isolamento. La presenza di Contrada (Sisde) durante la visita ne fu la conferma. Da qui lo sfogo con la moglie Agnese, la frase “ho visto la mafia in faccia”, la consapevolezza di non avere più tempo.

Chi ha ucciso Borsellino?

Temo che per una volta, Riina abbia detto la verità, quando disse “per Borsellino guardate dentro lo Stato”.


Articolo di

Giuseppe Tatarella


5 Responses to Granata: Ora la verità su chi ha ucciso Paolo Borsellino

  1. Malditesta says:

    Ogni tanto riguardo su youtube le immagini dei funerali di quelle stragi del 1992.
    Mi soffermo sui volti dei parenti delle vittime, che erano in chiesa e pregavano Dio quel giorno.
    Mi soffermo sui volti dei tanti palermitani, che erano in chiesa e pregavano Dio quel giorno.
    Mi soffermo sui volti degli assassini che erano in chiesa e pregavano Dio quel giorno.
    Mi soffermo sulla folla, che già aveva capito perfettamente chi era l’assassino e, solo, gli chiedeva, almeno per quel giorno, di uscire dalla chiesa.
    Granata, non si preoccupi.
    Gli assassini (almeno una parte di loro) erano in chiesa quel giorno. E conosciamo i loro nomi. Li conosciamo già.

  2. Malditesta says:

    “Io so.
    Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
    Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
    Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
    Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
    Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
    Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.
    Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
    Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
    Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
    Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
    Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”.
    Pier Poalo Pasolini, 14 novembre 1974.

    Oggi, 22 gigno 2012, nulla è cambiato.
    E anche Pasolini non c’è più.

  3. vincenzo says:

    falcone e borsellino sono stati uccisi dal potere politico-mafioso con l’ok della magistratura, sono stati:
    andreotti, berlusconi, dell’utri, lima,riina, provenzano,
    graviano, craxi, martelli, ciancimino, contrada, funzionari dello Stato e magistratura, conso, mancino, questori, prefetti, ecc…. tutti corrotti nel nome del dio denaro, del potere dei soldi… italia corrotta e marcia è ora di un nuovo sistema serio e di tutti i cittadini che partecipano, perchè i ricchi, i politici,i delinquenti possono corrompere 3-5-10 personaggi ma non tutto il popolo, ecco perchè ci vuole la democrazia partecipativa come dice beppe grillo… tutti a casa questi politici falsi e delinquenti…..

  4. Pietro Liga says:

    Altro che sistema… qualcuno diceva un “orologio rotto” e fermo ad una data ora sicuramente segnerà, ogni dodici ore, l’ora esatta! E’ quanto mai vero! Come può un “SISTEMA” stato tollerare la condanna di innocenti se la sua MISSION è il benessere della sua “COMUNITA’” e dei suo ORGANI ?
    Come può un “sistema stato che “SISTEMA CREDIBILE NON HA MAI AVUTO ” fingere di avversare la prevaricazione perché incapace di trovare la “VERITA’ VERA” e quindi fare GIUSTIZIA ! Dov’erano i Colleghi di Paolo e di Giovanni, di Levatino… dov’erano i Questori, i Questurini… da chi sono stati imbrigliati?????? – Ed adesso, oggi, giugno 2012 è cambiato qualcosa? C’è un modo diverso nel “SISTEMA” E’ un sistema o è soltanto una serie di orologi rotti che, magari a modo loro, segneranno l’ora esatta ogni dodici ore e qualcuno ne trarrà beneficio! – Certo che la DEMAGOGIA è stata la grande risorsa dei DELINQUENTI e non solo di STATO! Chissà quale intrighi e ricatti si nascondono dietro ad ogni potere dello STATO tanto da NON CONSENTIRE che la VERITA’ possa venire a galla! Loro però non si vergognano… continuano a succhiare, continuano a Prevaricare, continuano a far man bassa! Non credo che si arriverà a scoprire la Verità nella sua interezza…. troppi interessi e troppi delitti di uomini degli apparati – secondo quanto si evince dalle premesse e dalle relazioni – ne condizioneranno la emersione! E poi qualcuno mi suggerisce: ” ma da chi, oggi, dobbiamo fidarci”????? – Grazie On. Granata per aver suscitato questa mia ulteriore riflessione ! E’ solo una situazione immonda e sembra che si giochi a interpretare il ruolo degli untori e dei monatti di quel romanzo di Manzoniana memoria! Spero che quei Magistrati seri e super partes possono finalmente far luce sui fatti oscuri di questo nostro PAESE che ormai ha perso ogni senso di GIUSTIZIA, EQUITA’ e DEONTOLOGIA ….

  5. mauromauro says:

    Granata c’ha ragione
    a 20 anni dalla strage di Paolo Borsellino e della sua scorta non si conoscono ancora mandanti e esecutori.
    di quell’epoca ricordo lo sbracamento generale delle istituzioni, magistratura e politica in primis, non so se involontario o voluto
    qualche sedicente campione di antimafia come Leoluca Orlando accusò Giovanni Falcone di favorire la mafia !

    Non è credibile che il solo ministro Conso cercò accordi con la mafia per far cessare le stragi senza avallo del premier, del presidente della repubblica, di altri lider politici e di alti funzionari e magistrati

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