Fuori dall’euro? Gianfranco Fini bacchetta Berlusconi: Incomprensibile
Gianfranco Fini ha bacchettato Silvio Berlusconi che ieri ha ipotizzato una possibile uscita dell’Italia dall’euro.
“Trovo francamente incomprensibile come si possa dire pieno sostegno a Monti e -poi ipotizzare che l’eventuale uscita dall’euro non sarebbe un gran danno per l’Italia. Ho difficoltà a comprendere la logica del ragionamento…
Saluto con favore la decisione della maggioranza di approvare alla Camera il ddl lavoro prima del vertice europeo del 28 giugno, come lui stesso aveva auspicato qualche giorno fa. “Il presidente Monti potrà andare all’Ue con un voto definitivo e questo darà più credibilità all’azione dell’esecutivo
La crisi stritola i più deboli. La recessione c’e’ e il governo sta facendo alcuni interventi per rilanciare l’economia attraverso la crescita, ma questo è un tema che dovrà affrontare tutta l’Ue, non e’ un problema solo italiano
Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha fatto un esame puntuale di tante questioni e ha dato anche qualche indicazione che mi auguro governo e Parlamento prenderanno in considerazione”.
Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha commentato l’intervento di Sangalli all’assemblea di Confcommercio.

Forse perché, ahimé, credo ci siano tante persone (potenziali elettori) che credono che si stava bene negli anni ’80-’90 perchè c’era la Lira
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Concordo perfettamente.
A chi ritiene che la parola “Dio” debba essere sostituita con la parola “Euro” rispondo sempre che il debito pubblico italiano in 30 anni di sprechi e ruberie, dal 1970 al 2000, è cresciuto fino al valore di 2 milioni di miliardi delle vecchie lire.
A questo si sono aggiunti altri 1000 miliardi di euro di debito (cioè 2 milioni di miliardi delle vecchie lire) nei successivi 10 anni di euro, contrassegnati da tagli alle spese, politiche di rigore, controlli sui conti e simili, fino all’orgia di austerity di questi ultimi mesi.
Tradotto significa che 10 anni di euro (con tanti controlli, sanità a pagamento, abolizione delle pensioni) hanno creato disastri pari a quelli che, con la lira, erano stati creati in 30 anni (senza controlli e con uno Stato Sociale che assicurava sanità gratuita per tutti e pensioni decenti dopo 35 anni di contributi).
Possibile che la propaganda psicologico-terrorista della televisione e dei giornali accechi così tanto?
Mah,
quante banalità.
@Antonio K scrive:
21 giugno 2012 alle 14:00
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Forse perché, ahimé, credo ci siano tante persone (potenziali elettori) che credono che si stava bene negli anni ’80-’90 perchè c’era la Lira.
Forse non comprendono che con l’entrata nella UE, il famoso Trattato di Maastricht, ha fatto saltare il bluff italiano. Ora, finché non si ridurrà l’indebitamento, non s’andrà da nessuna parte, perchè il buco nel bicchiere rimarrà sempre, benché si versino litri e litri d’acqua (miliardi e miliardi di €).
Ritornare alla Lira vorrebbe dire una tragedia.
Benzina carissima, svalutazione dei propri depositi e retribuzioni, costi spropositati di tutti i beni importanti e non da ultimo un incremento vertiginoso del debito pubblico, perchè rimarrebbe in Euro (o Dollari). Il tutto con un’inflazione mostruosa, e questi sono solo alcuni dei piccoli effetti collaterali. Si dirà che con la sovranità monetaria si risolverà il tutto. Bene, la Rep. di Weimar è lì come promemoria.
Non penso sia difficile da capire che il tempo della “Magna Grecia” sia finito. Se non si correggono le distorsioni italiane, farsi prestare del denaro per finanziarsi diverrà sempre più insostenibile, anche perchè nel frattempo ciò che poteva garantire un discreto sostentamento, si sgretolerà sotto il peso dello Status quo italiano degli ultimi 40 anni.
Dal mio osservatorio privilegiato, verifico come in questi giorni si stia moltiplicando il numero di aziende che invitano i lavoratori alle dimissioni concordate , affermando che, una volta approvata la c.d. riforma del lavoro, l’azienda sarebbe molto più “brutale”.
Credo sia impossibile che i parlamentari non sappiano questa cosa e, quindi, mi sto convincendo, sempre di più, che i politici siano in mala fede e che la riforma del lavoro abbia una sola finalità: agevolare le riduzioni di personale e relativi costi, vista la recessione strutturale e la contrazione della produzione.
In altri termini, le politiche neoliberiste ed union-europeiste hanno determinato un danno irreparabile alla produzione nazionale, con il conseguente strutturale calo del P.I.L. (recessione).
Invece, di dare un bel calcio nel di dietro a chi ha creato questa situazione, i Governi europei hanno pensato bene di “mettere in conto” all’anello più debole della catena questa situazione: i lavoratori.
L’euro è una moneta contro il Lavoro. Serve solo ad agevolare politiche finanziarie e monetarie altamente speculative, idonee a produrre “bolle speculative” che i lavoratori pagheranno a prezzo della loro miseria.
Prima si pone termine a questa forma di moderna schiavitù, meglio è.
FLI non faccia finta di non sapere.
… appunto, incomprensibile.
Allora perchè parlarne?