A chi fa paura la parola “destra”? A chi non riesce a fare a meno del berlusconismo
di Gianmario Mariniello – Gianfranco Fini, nel giorno in cui decide di definire definitivamente di “destra” l’esperienza di FLI (poteva mai definirla di sinistra?) e lancia le proposte choc per il futuro, aveva chiesto a tutti di smetterla di parlare di alleanze e di lavorare per rafforzare il progetto di Futuro e Libertà in vista delle elezioni del 2013 e delle novità che tale scadenza dovrà comportare.
Eppure, in tanto hanno disatteso il monito di Fini e hanno strumentalizzato la parola “destra” per gridare contro Alfano, la Lega, Storace e chi più ne ha più ne metta. Un atteggiamento miope, come se la nostra azione politica dipendesse dagli altri e non da noi stessi, come invece ha invece chiesto qualche giorno fa il Presidente Fini. Credo sia il momento di dire basta con l’incubo del prossimo, basta con il guardare sempre a casa altrui: iniziamo a rafforzare la nostra casa e ad aprirla ai milioni di elettori di centrodestra che oggi non si sentono rappresentati.
A Bastia Umbra avevamo il sogno di scrivere la storia e il futuro della destra in Italia, smarcandoci da chi aveva occupato abusivamente (e tatticamente) quel campo. Una marea umana aderì a quel progetto. Poi, nella foga della “lotta” contro Berlusconi e il berlusconismo, alcuni hanno provato a cedere la parola “destra” a chi stavamo combattendo, quasi vergognandosi di una storia che aveva visto lo stesso Fini come attore principale. Ma Berlusconi è finito, così come il Pdl. L’intuizione e il coraggio di Fini hanno sconfitto il berlusconismo. Eppure alcuni, pochi a dire il vero, quasi non riescono a fare a meno del “nemico”.
E invece è arrivato il momento di guardare avanti: poichè la parola “destra” non fa arrossire di vergogna nessuno, almeno chi scrive, è arrivato il momento di presentare all’Italia un progetto politico serio, credibile, concreto. Da destra. Senza paura. Per questo, vi chiediamo di continuare a mandare le vostre proposte choc a generazionef@gmail.com

Siete al 2 per cento sul sondaggio di repubblica. e ancora usate il nome della destra . NON BESTEMMIATE !!!! NON SIETYE NIENTE. NON SIETE DI DESTRA NON SIETE DI CENTRO SIETE NULLA !!!!!!
Oh!! Ma l’avete vista la Tarantola?? La candidata alla presidenza RAI espressa dal governo? A me sembra la sorella illeggittima di Monti!! Sembra quasi uno scherzo!!
Forse avevano conservato lo stampo!
Comunque,ribadisco la mia proposta,se veramente ci vogliamo allineare all’Europa anche in campo televisivo,un unica e secca proposta:
Unico canale pubblico ed il resto privatizzare,privatizzare,privatizzare,privatizzare
ad libitum!!
Così la smettiamo di foraggiare un altro circo equestre pieno di incompetenti e magnaccia alias la televisione pubblica italiana!!!!
La forma di prestito che ora viene chiamato Senior per uniformasi al linguaggio internazionale non è altro che il prestito privilegiato di antica memoria, che era ed è assistito da garanzie accessorie.
La finanza non c’entra niente.
Malditesta,
i politici lasciassero operare la BCE in toto e stessero a cuccia definitivamente. Ogni volta che ci mettono le mani succede un disastro. Debbono solo legiferare affinché la BCE abbia gli stessi poteri della FED USA e che le varie Banche Centrali dei singoli paesi UE diventino Filiali della BCE.
Iniziassero con questo.
Per Cecconi:
Appunto! Il caso Parmalat ha fatto scuola: Dalla finanza (privata) creativa alla finanza pubblica creativa.
E’ finita la pasta, la carne, le uova e si cucina l’aria: Aria fritta, aria lessa, aria al forno…c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Malditesta,
le borse stanno scendendo giustamente poiché gli attori presenti sui mercati hanno scoperto che in realtà il prestito di 100/mld concesso alla Spagna viene considerato “Senior”ossia con privilegio rispetto al resto del debito pubblico spagno ed infatti sul mercato stanno vendendo i bonos già emessi.
Chiaro?
Gentile Cecconi,
Io non mi offendo, ma la verità è che siamo al fondo del barile.
Non esistono forzieri pieni di soldi. Si stampa moneta a debito e si pagano i vecchi debiti, fingendo di credere che arriverà la ripresa che consentirà il rimborso del nuovo debito maggiorato di crescenti interessi.
Banchieri americani e Cinesi (ma, mi creda, anche banchieri europei), però, stanno già scommettendo sulla data di affondamento della nave.
E il giochino lo hanno capito tutti ormai: Si compra tempo per mettere in salvo quel che si può salvare nell’attesa che la nave affondi.
Questi le battute cattive se le vanno a cercare con il lanternino.