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7/06/2012

OkNotizie | 11

Maurizio, militante di destra, innamorato della buona politica

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di Maurizio Lopez – Giuseppe Piero Grillo, meglio noto come Beppe Grillo, classe ’48. Parla ai pensionati, ai disoccupati, ai precari, ai giovani, ma soprattutto alla gente comune.

Beppe Grillo, non ha fatto primarie, si è eretto a capo carismatico del movimento a cinque stelle e ha creato un programma, che sa un po’ del “contratto con gli italiani” del primo Berlusconi ed un po’ delle poche cose serie che ha saputo dire, a volte, il centrosinistra.

Beppe, voglio chiamarlo così,  ha colto la palla al balzo mentre nessuno, sottolineo nessuno, dei “politici” invece ha saputo capire ciò che accadeva nel Paese: la rabbia della gente.

 Nell’ex centrodestra, Berlusconi forse sarebbe stato l’unico in grado di contrastarlo, ma fortunatamente, il problema non si pone. Silvio non c’è più.

 A sinistra, nell’immobilismo più totale, sono rimasti a guardare l’ascesa di Beppe.

 Io sono della classe ’84 e ringrazio il cielo per non aver iniziato a far politica nel 2012 perché forse oggi, sarei diventato un “Grillino”. Poniamoci delle domande, quando cerchiamo di svecchiare un partito come il nostro.

 Alcuni mi dicono che Beppe attira i giovani. Certo, ma vi siete chiesti perché? semplice, lui grida in piazza molte delle cose che noi continuiamo a dirci nelle stanze dei circoli, durante le riunioni politiche e nelle sedi di partito ma non ci siamo ancora resi conto che queste idee rimangono lì e non arrivano alla gente.

 Provate a leggere il programma di Beppe pubblicato  sul sito internet  del movimento 5 stelle. (www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf).

E’ la sagra dell’ovvietà ha detto qualcuno, vero, ma mi chiedo perché nessuno, anche nel nostro partito ci abbia provato. Perché non ci mettiamo la faccia? Perché non scendiamo in piazza? Perché non parliamo con la gente? semplice, perché purtroppo spesso non siamo più in grado di farlo.

 Prendete un giovane di FLI o meglio, che vorrebbe avvicinarsi a FLI.

Io ne incontro tanti e con tutti ho speso del tempo per capire che idee avessero della politica, del fare politica, dell’essere un politico.

Sono rimasto sconvolto ma non molto sorpreso. Subito mi si chiede:

“ma cosa si fa per entrare a far parte di un partito come FLI?”,

“ma cosa si decide a Roma, qual è la linea del partito a livello nazionale”

“ma come fai a stare con Fini, dopo che ha sciolto Alleanza Nazionale ed è entrato nel Pdl?”

Le mie risposte, da militante forse troppo romantico sono sempre le stesse:

Per fare politica oltre alla passione, alla  pazienza e all’ entusiasmo, serve un valore fondamentale: l’amicizia. Quella che si crea in un gruppo umano che condivide valori comuni e li sostanzia nell’ attività politica. Quella di un gruppo coeso che “rema” verso degli obbiettivi comuni, ossia risolvere problemi dei cittadini, della gente comune.

Troppo romantico? Io ci credo ed è per questo che sono ritornato a fare politica!

 Alla seconda, rispondo con un sonoro “sticazzi”. Poco politically correct ok, ma è quello che penso. Come può un giovane che si avvicina alla politica “scervellarsi” per cosa succede nel partito a Roma, prima di chiedersi cosa succeda nella propria città, nella propria provincia nella propria Regione?

 Intendiamoci, non bisogna tralasciare la linea che il partito “detta”, soprattutto per ciò che riguarda alcune questioni che ovviamente, si possono condividere o meno, però basta con domande del tipo  “cosa ha detto Fini?”, “cosa ha fatto Bocchino?”, “cosa ha detto Granata?”.

 Saranno anche tre grandi uomini ma, anche loro hanno i loro difetti. Certo, bisogna ascoltarli, seguirli, perché danno molto al nostro movimento e alla politica Italiana, sono un esempio di onestà e di attaccamento alla maglia ma, un giovane che prima di porsi delle domande sul vivere quotidiano, si pone solo domande sul “cosa si dice a Roma”, è destinato a diventare ciò che oggi combattiamo: un politico che fa vecchia politica.

 Ho imparato il concetto di “militanza” in Azione Universitaria e fino a quando ci sono rimasto e ci ho creduto per me è sempre significato lavorare ogni giorno per il proprio partito, per la propria gente, per le persone che chiedono solo un aiuto concreto per affrontare i problemi della vita quotidiana e che, prima di porsi il problema della “linea politica”, si pongono problemi relativi alla propria città che magari non gli offre opportunità, che è sporca, che è dominata dalla criminalità che non gli permettere di viverla come vorrebbe.  Questa per me è la militanza, questa per me è l’essenza della politica, questo per me è essere di destra.

Alla terza domanda rispondo, molto semplicemente che è necessario lavorare, promuovere con atti concreti il ricambio generazionale, parlare con la gente, andare in giro per il proprio paese, leggere tutti i giornali, vivere la politica. Solo allora si potrà facilmente comprendere cosa abbia portato Fini a prendere quelle decisioni .

Ma torniamo a Beppe e a quelli che sono gli errori “atavici” che continuiamo a fare.

C’è chi continua a creare correnti, “correntuccie” che rendono questa macchina meravigliosa che è FLI una macchina che, se continuiamo così, si romperà irreparabilmente.

Continuate pure così e allora sì che i Grillini si moltiplicheranno e non basterà la buona politica per fermarli.

Basta con il vizio di boicottare quelli che lavorano, programmano, organizzano, mentre gli altri stanno a guardare o peggio, remano contro orchestrati magari dal politico che non ha più nulla da dire e strumentalizza giovani pieni di speranze soltanto per distruggere e mai per costruire.

Ragioniamo con la nostra testa, prendiamo per mano le persone e invitiamole a partecipare!

Fare politica, la buona politica, è possibile solo promuovendo un ricambio generazionale, con nuove idee. Riportando la politica nelle piazze, nei bar, nelle facoltà, negli oratori, nei luoghi di aggregazione.

Un appello lo faccio ai vertici del mio partito. Se vogliamo salvare questo progetto, allontaniamo quelli che amano disgregare invece che aggregare, quelli che stanno a guardare mentre gli altri fanno, quelli che rubano i sogni ai ragazzi. Perché questi ragazzi oggi pretendono solo di poter partecipare, fare, immaginare, creare.

Beppe ha venduto un prodotto allettante ai giovani: l’anti politica. Sarebbe il caso che iniziassimo a vendere un prodotto, forse vecchio, ma che non passa mai di moda, la buona politica. Quella che amo…


Articolo di

Giuseppe Tatarella


11 Responses to Maurizio, militante di destra, innamorato della buona politica

  1. Giorgio Pisanò says:

    era da molto tempo che non lo vedevo: perciò non ho più avuto nausea e volta viscere; esiste ancora FINOGLIO BADOGLIO? che dice di bello? quanti consensi crede di avere? con quale o quali democristiani si accorderà? che significa: FLI, FLO, FLA? che cosa propone il peggiore dei peggiori democristiani? voglio sapere: c’è qualcuno che mi spiega che valore ha codesto mezzo uomo, questa nullità, questo quaquaraquà?

  2. PAOLO says:

    ah, giusto per chiarire: NON SONO UN GRILLINO!!!

  3. PAOLO says:

    troppo pieni di se, i politici, per irmettersi in discussione e riprendere la politica delle piazze, delle fabbriche, dei bar.
    Troppo sganciati dal popolo che dovrebbero rappresentare.
    Grillo ha usato una semplice strategia che funziona. Quella di essere uno della piazza, uno che si incazza, uno che non si limita a parlare di spread, pil, bond, spending review, ma è uno che usa parole e toni del bracciante e del pensionato per esprimere un sentimento ormai troppo diffuso per essere ignorato.

    E’ uno che ha appogiato le iniziative locali, che ha costruito reti operative nel territorio e ha posto il suo nome solo come punto di collegamento fra le varie realtà locali.

    E ha vinto. Gli altri, come se nulla fosse successo, tornano a parlare di alleanze, di leadership, di incarichi, di nomi nuovi da dare a carrozzoni vecchi.

    Compreso il FLI, che non ha portato nulla di nuovo nel panorama politico. NULLA.

  4. AGAZIO says:

    In politica la poesia deve fare posto alla prosa, ma questo non significa che sia giusto, specialmente in chi si riconosce nei valori portanti della Destra. Perchè si dà maggiore credibilità a Grillo e non a chi avrebbe un’idea più chiara e “romantica” della politica? Perchè si è persa la dimensione dei valori. La lealtà, la chiarezza, la correttezza, la dialettica per la ricerca della verità, la conoscenza e soprattutto il rispetto dell’uomo da porre al centro. La politica come servizio e strumento per l’uomo. Questo significherebbe che nel fare politica, a qualsiasi livello, ci dovrebbe essere il rispetto dei valori e il primato della politica dovrebbe essere affermato anche e soprattutto nei confronti dell’economia. Si dà più credito ai grillini perchè la gente è stanca della corruzione, della disonestà, della illegalità e, potrebbe sembrare paradossale, dello spettacolo indecente dato in ogni momento ed occasione, specialmente quando si tratta di nomine. E FLI non è esente da questi peccati. Sono stati nominati dirigenti locali che erano, e sono, solo alla ricerca di notorietà, di protagonismo e di esibizionismo, ma che con il merito e con la conoscenza del territorio non ci azzeccano nulla.Gente che nulla ha fatto e nulla continuerà a fare, però hanno il loro incarico di responsabilità. Invece di incominciare con la piena fiducia ai giovani si è preferito puntare su chi cercava di riciclarsi. Non si è puntato e non si punta sulla passione e volontà di cambiare le cose ma sugli avventurieri e sepolcri imbiancati. Si dà credibilità a Grillo perchè parla alla pancia della gente e mette in mostra i suoi gioielli. la freschezza e l’onestà di tanti giovani che si sono rotti a sentire parlare di cambiamento che non arriva e a vedere i tanti sprechi in politica, mentre la gente fa la fame e molti padri di famiglia togliersi la vita. Hanno detto no a questo schifo di cose e noi non siamo riusciti ad ascoltare il loro grido disperato. E allora è giunto il momento di aprire le nostre orecchie e saliamo con loro sui tetti a protestare e a manifestare la nostra incazzatura contro un certo modo di fare politica che ignora le reali esigenze della gente. Apriamo i nostri circoli ai giovani affidando loro incarichi di responsabilità e non di attacca manifesti.

  5. massimiliano says:

    veramente, a me sembra ovvio che Grillo arrivi ad avere tanto seguito e consenso.
    E’ il luogo dove approdano trasversalmente (e Grillo è molto attento e calibrato nel suo bi-partizanesimo)tutti coloro che NON HANNO PIU’ una casa politica, un partito distinguibile nei valori e nelle finalità storico-culturali.
    Se non si analizza questo (per alcuni malati di giovanilismo tout cout risulta immane lo studio della Politica ) ma si grida o sussurra “fate largo e fate spazio”…ma a chi?
    Tutta la stessa indistinguibile melassa (per non dire altro…) a destra (finta) e a sin (finta).
    Quando lo capiremo che Grillo è il tentativo (nella sub-cultura attuale) di recuperare i voti degli astenuti, indecisi, incazzati (ovunque essi si trovino) ad opera delle cricche/ndrine/confindr/banche/famiglie palazzinare ecc. ecc. perchè erano (e sarebbero ancora) gli unici voti non gestiti direttamente (dx., sin. centro sono dettati, gestiti, plasmati da “fuori” NON avendo nessuna “consistenza” culturale e valore morale da tramandare alle future generazioni per non abbrutirle ai numeri bancari ed ai bilanci aziendali più o meno ndrinati…)
    Suvvia, ampio respire, autonomia intellettuale, studio, sacrificio e ricerca di quei Valori imperituri insiti nell’Uomo e nella Civiltà contro ogni forma libertaria (LIBERTICITA) di barbarie e selvaggismo dalle mani invisibili (ma “lunghe).
    Proporzionale puro espressione libera e colta di ogni istanza edificante di ogni uomo (onesto e partecipe del sociale e del Pubblico).
    Grazie.
    Se rimane cos’ Grillo arriva al 30%

  6. Sandro Cecconi says:

    Maurizio,

    si rilegga sempre l?odissea e tutti i sacrifici che Ulisse fece per tornare a Itaca, la sua Patria.

    Tenga sempre con se questo poema epico e lo rilegga di tanto in tanto facendolo diventare la sua pietra di paragone o filosofale per rimanere ancorato ogni giorno alla realtà.

    E che Dio l’assista in ogni suo passo!

  7. Sandro Cecconi says:

    Maurizio Lopez
    ———————-

    ……………………………”Concludo dicendo che a me chi sfrutta “l’onda” dell’anti politica e la cavalca a suon di ovvietà è destinato a finire sugli scogli e a farsi male, ma male veramente.”
    —————————-

    Aggiungerei anche: ………………è destinato a finire sugli scogli e a farsi male, ma male veramente.”
    non sapendo quanto male si provocherà, grazie a Dio.

    Maurizio percorra sino in fondo la strada che ha intrapreso e non abbia mai paura dei molti che incontrerà a sbarrarle il passo, sono solo degli “inviati speciali” di un qualcuno che lei non conosce ma che esiste che ha il terrore di lei e di quanto sta facendo concretamente.

    Non sia ascolto alle false sirene che cercheranno di blandirla con ogni mezzo, compreso quello di farle “sognaresogni di gloria” salvo poi riportarla sulla terra senza tanti fronzoli per “scaricarla” in modo devastante.

    Sia sempre se stesso ma sappia sin d’ora che per esserlo occorre essere sempre forui culturalmente e psicologicamente.

    Pertanto sappia sin d’ora che la scala dell’ambizione, chiunque ne ha una propria, non dovrà mai farle perdere il contatto con la realtà; solo a questo punto potrà considerarsi, forse, fuori dai valori fasulli che sono in molti a propinare agli italiani che sono sempre più impauriti e sconfortati da quanto li sta circondando.

    La prego di seguire questi miei piccolissimi e semplicissimi suggerimenti.

    Ad maiora!

  8. Fabio Romanino says:

    Ciao Maurizio! Grazie per l’articolo. Come ragazzo della tua generazione ho pure io individuato in Beppe le problematiche sollevate già da Paolo Barnard riguardo l’anti sistema, ossia, il problema italiano nel delegare la responsabilità propria ad un altra persona con puro spirito acritico.

    La vecchia e buona politica non è mai esistita nel nostro paese e quindi l’unica cosa che mi sento di dirti è che la gente vorrebbe la nuova buona politica e magari una sovranità nazionale quasi completa.

    E’ inutile che le fazioni si lamentino di Grillo, lui è il leader naturale di gente che percepisce da tempo la morte imminente di una governance incapace di affrontare il mondo moderno, fermi e calcificati in gare d’appalto e nepotismo (e chi ne ha più ne metta). Quindi se i nuovi Grillini (ecologici e tecnologici) non saranno in grado di sostituire le vecchie scope.. almeno.. daranno un impulso a questi al cambiamento.

  9. Maurizio says:

    ciao,
    andiamo con ordine.
    A Davide voglio dire che ovviamente, rispetto alle “critiche sempre educate ….cancellate insieme all’articolo” non posso risponderti perchè mi è difficile criticare un qualcosa che non ho avuto modo di vedere.
    Aggiungo però che il mio “sfogo” è diretto e senza filtri e non è stato censurato.
    Credo in questo nuovo progetto perchè, o decidiamo tutti insieme di racogliere le voci-critiche, come la tua, la mia e tutte quelle di chi, con critiche costruttive cercano di spostare la barra del timone oppure si andrà tutti alla deriva, (concetto che credo di aver espresso nel mio “sfogo” in maniera ferma e decisa).
    In maniera provocatoria, avrei voluto intitolare il mio articolo “Maurizio, appassionato di Fli, innamorato di Beppe Grillo” (con ironia) perchè non ho problemi ad ammettere che il programma di grillo contenga spunti interessanti ma attenzione, solo spunti perchè la maggior parte delle cose che dice sono per me “monnezza” senza se e senza ma!
    Per ciò che riguarda il “dialogo”,credo di averlo ribadito più volte nell’articolo, è per me necessario altrimenti….è meglio lasciare anche il mondo della “buona politica” e darsi alla pesca piuttosto che al tennis almeno, ne guadagnamo di salute!
    Ad italide rispondo semplicemente che, condivido la tua critica ma ti chiedo solo di credere in questo nuovo progetto altrimenti, come dicevo lasciamo perdere tutto e facciamo altro, a me piace lottare e lo farò, facciamolo insieme.
    Concludo dicendo che a me chi sfrutta “l’onda” dell’anti politica e la cavalca a suon di ovvietà è destinato a finire sugli scogli e a farsi male, ma male veramente.

  10. Italide says:

    Caro Maurizio. Chiediti allora perchè queste piccole “Ovvie” cose che ha menzionato Davide e che sono nel programma del M5S, negli ultimi 20 anni, non volendo contare la precedente prima Republica, non si sono mai fatte.. Se erano cosi semplici…!!!! Per carità magari il resto del programma del M5S può sembrare “il paese delle meraviglie” in cui è attesa solo Alice, ma quei piccoli, realizzabilissimi, “ovvi” piccoli punti questa attuale classe politica non li ha mai realizzato neanche adesso che si sente alto il rumore del mare e le prime onde sono arrivate lunghe a spianare la battigia…..
    La gente che fatica ad arrivare alla fine del mese è stata presa in giro con mille promesse non mantenute, ha visto una classe politica auto-proteggersi e finanziarsi anche post-mortem ed è delusa e cambierà. Speriamo solo che le onde che stanno per arrivare non siano peggiori di questo stagno malsano in cui i politici attuali ci hanno portato.

  11. davide says:

    Caro Maurizio, tutto giusto quello che dici. Peccato che le mie critiche sempre educate nei confronti di chi scrive e firma alcuni articoli sul sito vengano, non censurate, ma proprio cancellate insieme all’articolo stesso.
    Questo è segno di dialogo?
    Del programma di Grillo alcune cose le trovo rivoluzionarie per l’Italia:

    • Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
    • Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione
    dopo due anni e mezzo
    • Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
    • Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
    • Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)

    Si può condividere tutto questo rimanendo di Destra? Secondo me si.
    All’elettore tassedipendente, dobbiamo somministrargli un programma che sappia dialogare con la sua incazzatura reale e dolorosa, altrimenti del semipresidenzialismo alla francese in salsa americana gliene fregherà come del nuovo regolamento del circolo dei bocciofili di Cavreago.

    Cordialmente

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