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23/05/2012

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La legalità presupposto fondamentale della Terza Repubblica

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di Giuseppe Farese - L’innegabile successo del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative mette, senza ombra di dubbio, la parola fine all’ esperienza della seconda repubblica. La crisi dei partiti sembra ormai irreversibile di fronte ad un’opinione pubblica che, attraverso il voto di protesta, manifesta la voglia di profondo cambiamento. Il trionfo di Beppe Grillo e dei suoi candidati segna, in sostanza, lo spartiacque tra seconda e terza repubblica. Non deve, pertanto, preoccupare l’avanzare del voto di protesta, largamente prevedibile dopo gli scandali che hanno travolto la politica negli ultimi anni: dovrà, piuttosto, essere di sprone per iniziare la costruzione della terza repubblica a cominciare dalle politiche del 2013. In quell’ occasione, infatti, i partiti dovranno presentarsi al Paese con una proposta politica seria e credibile se vorranno scongiurare il rischio di un nuovo voto di protesta.

Un anno, insomma, per ripartire e riguadagnare il consenso perduto. Con le amministrative ormai alle spalle anche all’interno del terzo polo, può ricominciare il dibattito sul progetto di Polo della Nazione. A vent’anni dalla strage di Capaci, le commemorazioni di Giovanni Falcone ricordano a tutti che il tema della legalità è ineludibile. La Corte dei Conti stima in 60 miliardi il costo annuo dell’illegalità: nel meridione d’Italia le mafie continuano a controllare, incontrastate, ampie fette del territorio scoraggiando investimenti e sviluppo. Insomma c’è urgente necessità di una nuova tensione legalitaria e civile. Il Polo della Nazione, che ambisce a rinsaldare un nuovo slancio nazionale, può trovare proprio nella legalità un pilastro del nuovo patriottismo repubblicano: richiamandosi a figure unificanti e repubblicane quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La perdita di credibilità della politica, negli ultimi anni, si misura,credo, nella sua incapacità di misurarsi con la piaga dell’illegalità diffusa. E’,in definitiva, il fallimento della seconda repubblica nata nella condanna del sistema scoperchiato da Tangentopoli ma in sostanza incapace di superarlo. Per questo continuo a ritenere che qualsiasi progetto politico innovativo e futuribile debba in primo luogo ristabilire i presupposti di legalità. In tal senso sarà necessario,come ricorda Gianfranco Fini, approvare in tempi brevi il ddl anti-corruzione. Ma una  barriera invalicabile va innalzata,allo stesso modo, per evitare collusioni e infiltrazioni mafiose all’ interno dei partiti: non candidando rinviati a giudizio e condannati in primo grado e operando un rigido filtro già all’ atto del tesseramento. La strenua difesa legalità è,insomma, il primo e ineludibile punto da cui può partire il cammino di un progetto politico proteso verso la terza repubblica.


Articolo di

Giuseppe Farese

Giuseppe Farese, 35 anni, vive e lavora a Napoli. Dopo gli studi classici, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II. Osservatore attento delle dinamiche partitiche, parlamentari e politiche, oltre che economiche e sociali, collabora con “Generazione Italia” dal settembre 2010.


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