Focus gianfranco-fini22 (2)

23/05/2012

OkNotizie | 2

Fini: Ricordare Falcone per educare le nuove generazioni a rispetto della legge

Parole chiave: , , , , ,


Il nostro paese deve ricordare con orgoglio la figura di Giovanni Falcone’ è ‘la grande eredita’ morale, consegnataci attraverso la testimonianza di un impegno intenso e rigoroso nella promozione e nella difesa della legalita”. ‘Educare al rispetto della legge’ e’ ‘uno dei doveri fondamentali delle istituzioni’. E’ quanto afferma il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio inviato in occasione della ‘Conferenza per la promozione della giornata per la certezza della pena e della legalita”, promossa a Roma dall’associazione italiana familiari e vittime della strada.
‘Giovanni Falcone – ricorda Fini - definiva la legalita’ un ‘valore interiorizzato’ sottolineando con cio’ l’esigenza per ogni democrazia, che le ragioni del diritto e della giustizia siano regole appartenenti alla coscienza del Paese prima ancora che alla sua cultura giuridica’. Secondo il Presidente della Camera, ‘educare al rispetto della legge, mantenendo sempre alta la tensione morale della collettivita’ contro la criminalita’, la corruzione e la disonesta’ che avvelenano il tessuto sociale e indeboliscono la coesione sociale – conclude – deve costituire uno dei doveri fondamentali delle istituzioni, un obiettivo costante della politica, un’aspirazione di tutti i cittadini e un valore da trasmettere ai giovani, affinche’ siano difesi sempre e incondizionatamente i principi della giustizia e dell’etica pubblica’.


Articolo di

Giuseppe Tatarella


2 Responses to Fini: Ricordare Falcone per educare le nuove generazioni a rispetto della legge

  1. Pasquale says:

    E’ passato il 25 aprile, è passato il 1° maggio, è passato il 23 maggio 2012 e sta passando il 24 maggio, quello del: Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio – dei primi fanti il 24 maggio ed il presidente della Camera manda i suoi rituali messaggi (tranne oggi, per fortuna, per non sporcare anche quel passaggio).
    E questi messaggi come i vari Mirabello, non portano un voto in più al partitino.
    Quanto alla citazione di Marcob, Borsellino era un profeta.
    Io, il 27 maggio 1992, scrivevo questa pagina con cui poi ho iniziato un libro.

    Sabato 23 maggio 1992 la mafia, a Capaci, ha eliminato Falcone.
    Lo ha eliminato per vendicarsi dei colpi ricevuti o per impedirgli di andare avanti?
    Credo che sia una domanda importante, anche se apparentemente ovvia o addirittura pleonastica, che gli investigatori si staranno ponendo.
    Certo a questa domanda potrebbe rispondere la mafia, ma la mafia non è solita inviare ai giornali lettere di rivendicazione, come usano gli attentatori politici.
    A questa domanda potrebbe rispondere con accettabile attendibilità, se volesse attenersi al patto di lealtà verso i cittadini, cosa assai poco plausibile, anche il cosiddetto “Stato”.
    Perché o Falcone aveva già esaurito la sua funzione, o aveva ancora possibilità di esplicare la sua attività investigativa nelle più diverse direzioni e soprattutto seguendo i flussi del denaro cosiddetto “sporco” (ma già Vespasiano, a proposito del denaro che gli veniva dai cessi, aveva dichiarato: “non olet”).
    Nel primo caso la mafia non ha effettuato niente altro che una semplice azione vendicativa, secondo il principio per cui: ”la mafia non dimentica, la mafia ha una memoria da elefante”.
    Nel secondo caso, invece, la mafia avrebbe effettuato anche una sostanziale mossa di prevenzione per possibili danni futuri.
    Ora, il cosiddetto Stato sa se Falcone aveva ancora futuro operativo.
    Le informazioni emerse negli ultimi giorni, le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Martelli nel corso della burrascosa riunione dell’Associazione Magistrati tenutasi a Palermo all’indomani dell’attentato, le dichiarazioni del magistrato Ida Mocassini del pool di Milano alla commemorazione di Falcone da parte dei magistrati di questa città, indicherebbero che Falcone aveva molti avversari, se non nemici, nella struttura giudiziario-politica italiana o che addirittura fosse rimasto solo.
    Se la verità è questa, e lo Stato di cui il giudice Falcone era un fedele servitore lo sa come lo sa la mafia, quest’ultima ha agito solo per vendicarsi del passato.
    Ma se Falcone aveva ancora prospettive concrete di continuare il proprio lavoro in tutte le direzioni e soprattutto seguendo il flusso del denaro in Svizzera e altrove, allora è stato eliminato per misura precauzionale.
    Perché, come tutti sanno, prevenire è meglio che curare.
    Se è così, questo lavoro di prevenzione cautelare o prudenziale, potrebbe non essere decisione della sola mafia o, per dir meglio, della sola mafia siciliana.

  2. Marcob says:

    Un giorno PAOLO BORSELLINO disse scherzando a GIOVANNI FALCONE di aver preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la sua morte : “ci sono tante teste di minchia: teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello…quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero…ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c’è il più testa di minchia di tutti..UNO CHE AVEVA SOGNATO NIENTE DI MENO DI SCONFIGGERE LA MAFIA APPLICANDO LA LEGGE”

    In alto i cuori.

Torna su ↑