Condivido il documento e la linea politica di FLI
di Adriano Falanga – Letto la prima volta, in tutta franchezza e sincerità, il documento emesso dall’ufficio di Presidenza mi aveva lasciato perplesso. La prima sensazione è stata “non ho capito”. Tutto sommato non credo di essere stato l’unico, non possiamo negare l’uso di frasi tendenti al vago e generalizzato.
Però, basta rileggere e analizzare il documento per diversi punti, e viene alla luce la concretezza e l’onestà con cui si è voluto dare un messaggio che di fatto è a tutti gli effetti linea politica di partito.
Punto primo, le elezioni.
Mi trovo assolutamente d’accordo con l’analisi fatta dall’ufficio centrale, anzi, con presunzione posso ricavarne un “sostegno” a quanto qui scritto pochi giorni fa, e cioè che se Casini avesse avuto davvero convinzione nel Terzo Polo, non usandolo per fini strumentali da rendita di posizione personale, oggi staremmo a discutere di chiaro successo del Terzo Polo. Perchè il Terzo Polo ha avuto ragione di essere i ogni dove si è presentato.
Lanciare un predellino facendo una inutile e demagogica fuga in avanti una settimana prima del voto ha portato danni in termini di consenso. Il Terzo Polo era e resta un progetto valido, di sostanza, alternativo e credibile nell’elettorato moderato. Ha sbagliato Casini, ha sbagliato lui e chi per lui. Nessuno ha mai negato di voler andare oltre il bipolarismo muscolare, nessuno ha mai negato di voler superare il Terzo Polo così come lo è oggi, bensì ci si è chiesto che senso avrebbe avuto annunciare una nuova formazione politica in questo attuale contesto, senza passare prima per il territorio e per gli elettori. Il progetto di Polo della Nazione come lo intendeva il caro Casini non era affatto inclusivo, bensì l’opposto. Lui leader (e chi, sennò?) Monti “a prescindere” e vertici autoreferenziali. Insomma, tutto pareva d’essere ma non certo rinnovamento. Più che altro, lasciateci il termine, si poteva parlare di riciclo.
Non può funzionare così, non è così che nasce un progetto aperto ed esteso alla società civile. Non puoi annunciare prima il contenitore senza avere contenuto e non saranno certo frasi propagandistiche dette in stile politichese da Prima Repubblica a convincere l’elettorato. “Vogliamo unire i moderati”, che senso ha? E che senso può avere in un momento in cui il popolo parla esattamente un altro linguaggio, che è fatto di sostanza e che chiede risposte certe. Si parla di fisco, di lavoro, di burocrazia, di economia, di riforme mancate e noi vogliamo oggi “unire i moderati”. Ovvio, permettetemi, che Grillo acquista consenso. Merito nostro, del successo di Grillo.
E infatti dal documento stilato l’ufficio di Presidenza evidenzia il come non è possibile fare fughe in avanti, in assenza di elementi certi, quali legge elettorale e futuri ed eventuali sviluppi di coesione politica-civile. Quando Casini annunciava il “suo” partito, Fli non diceva un no a priori (è in malafede chi ha scritto e detto questo) bensì Fli diceva “si, ma a quali condizioni e con quale programma”?. Insomma, si chiedeva maturità temporale e analisi degli eventi, e a chiederlo era la situazione economica del Paese, non certo le paure di qualcuno.
Qualsiasi idea di rilancio politico, passa necessariamente per il rafforzamento del proprio percorso programamtico, ma soprattutto da un’attenta e responsabile azione politica di sostegno al Governo, in virtù di progetti ben identificati. Quando il cittadino ci chiede cosa vogliamo fare per l’Italia, dobbiamo fornirgli risposte, non inutili frasette da palazzo.
E risposta significa programma, e programma significa soluzione, e soluzione significa avere una visione del Paese e della comunità che lo vive, tutta.
Piuttosto quindi che perdersi in improponibili (per ora) assetti politici, proponiamoci invece a fare politica, nel senso nobile del termine. Rilanciamo le nostre idee, e il nostro programma, offriamo risposte e soluzioni e tramite quelle, diamo il giusto sotegno al Governo e a Monti. Noi non possiamo accodarci mettendoci alla spalle di Monti, se vogliamo essere ambiziosi, dobbiamo avere la presunzione e la capacità progettuale di essere al fianco del Governo, senza voltare le spalle al Paese.
Questa è la missione di chi vuole fare politica, e non politicare.

” … proponiamoci invece a fare politica, nel senso nobile del termine. Rilanciamo le nostre idee, e il nostro programma, offriamo risposte e soluzioni …” perfetto, basta andarw al traino di altri. FINI DEVE TORNARE A FARE POLITICA SUL CAMPO!
non mi sono mai fidato di casini e dei suoi giochini,tanto alla fine sento che tornerà nelle braccia di silvio berlusconi,lui gli farà il piatto grande e lui abboccherà,me lo sento come se fosse già accaduto.