Idee #RicambioGenerazionale(1)

15/05/2012

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Siciliano: scateniamo un #RicambioGenerazionale

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di Francesco Siciliano – Il momento è ora! Una rivoluzione è possibile. Non mi riferisco certo alla rivoluzione armata per come la intende Alfredo Davanzo (imputato nel processo d’Appello alle Nuove Br) che battezza quello attuale come il “momento buono”.

Ma una rivoluzione culturale è senz’altro non solo doverosa ma, soprattutto, possibile: una rivoluzione generazionale!

Un amico in un bellissimo discorso pronunciato meno di 2 anni fa di fronte ad una sala stracolma di giovani e anche di meno giovani, parlò apertamente di “lobby giovanile”, di partecipazione concreta e reale dei giovani alla Politica.

Ho conservato quelle parole. Le serbo ancora. Perché ci ho creduto allora e ci credo tuttora. Spesso le ho volute rileggere. Parole che ho fatto mie e che suonavano così: Abbiamo chiamato il nostro tour “Una Generazione per l’Italia”, e con grande orgoglio possiamo dire che siamo un movimento già realmente esistente sul territorio, dal Piemonte alla Sicilia. A dimostrazione che c’è una grande voglia di partecipazione dei giovanissimi alla politica… E questi giovani non sono certamente degli sprovveduti Questi giovani che per la prima volta si affacciano alla politica vogliono dare un contributo al proprio Paese, alla terra nella quale son cresciuti, alla terra che amano. Vogliono servire l’Italia e costruire il Futuro. E non vogliono arrendersi a un presente che non ci piace. C’è una grande voglia di una nuova politica. Una politica che la smetta di gridare, che smetta di essere un teatrino, un luogo dove litigare sempre e comunque, un perenne talk show dove ognuno recita la propria parte in commedia.”

Tanto abbiamo fatto da quel giorno. Da quello storico 6 novembre 2010. Molto ancora ci resta da fare per non tradire il nostro sogno. Tanto ha fatto Futuro e Libertà  - all’interno del quale il nostro movimento giovanile è stato sempre anima viva e attiva – dando storicamente spazio a giovani che sul campo hanno dimostrato il loro valore. Bene. Questo modello deve essere esteso all’Italia intera.

E’ necessario un ricambio generazionale. Abbiamo parlato a molti giovani. Ora dobbiamo parlare a tutti i giovani, in particolare a quelli che non sono stati ancora accalappiati al “guinzaglio” di turno. Non possiamo più tollerare un Paese che non crede in nulla. Un Paese senza futuro. Abbiamo capito che questo non è un Paese per giovani ed è per questo che abbiamo deciso di cambiarlo!

Era chiaro quel lontano giorno di quasi due anni fa, lo è maggiormente oggi: “quello che noi vogliamo non è il posto fisso, non è l’assistenzialismo che ha rovinato il Sud, non è il progettino ministeriale per i giovani. Noi vogliamo opportunità. Noi vogliamo giocarci la nostra partita. Perché, vedete, il problema non è che la mia generazione sta perdendo la partita. No! Il problema è che alla mia generazione non è permesso di mettere piede sul campo da gioco. E per dare opportunità alla mia generazione, non servono politiche giovanili, una concezione burocratica da riserva indiana, manco fossimo una specie protetta. No! Alla nostra generazione servono politiche per il futuro, non solo per noi giovani di oggi, ma anche per chi verrà dopo di noi, per i nostri figli – se mai li avremo – e per i nostri nipoti.

Abbiamo sempre diffidato dal “giovanilismo”, specie da quello finto. Abbiamo sempre diffidato dal famoso motto “largo ai giovani” e dalle insidie che dietro di esso si sono sempre celate. Abbiamo sempre tenuto lontano i falsi moralismi e gli inutili perbenismi. Abbiamo sempre avuto rispetto verso tutto e verso tutti anche quando qualcuno non ha mostrato altrettanto rispetto verso di noi.

Ora ci viene chiesto di andare oltre. Basta con le mummie incartapecorite che tentano di riciclarsi; basta con chi per anni ci ha provato e riprovato, senza lasciare traccia alcuna se non nei propri conti in banca; basta con chi ha fatto la Storia contemporanea di questo Paese; basta con chi ha fatto solo danni; basta con chi ci ha provato da una sola legislatura ma avrebbe fatto bene a non provarci per niente. Basta!

Ma non serve a nulla il “Vaffa Day” di Grillo o, peggio, le sue invettive e le sue minacce di castighi continui contro la “casta” dei parlamentari. Né tantomeno la “rottamazione annunciata” da Renzi ma mai attuata.

Siamo coscienti, oggi, che non si può chiedere di cambiare passo a chi per anni ed anni ha tenuto sempre lo stesso passo. Non si può chiedere una strada nuova a chi per decenni ha fatto sempre e sistematicamente la stessa strada. E’ una questione culturale. E’ per questo motivo che quella strada dobbiamo tracciarla noi e dobbiamo farlo ora.

Lo abbiamo giurato quasi due anni fa, dobbiamo ripromettercelo oggi, perché per noi “l’Italia viene prima di tutto, Country First dicono gli inglesi. Noi amiamo l’Italia. Noi vogliamo servire l’Italia. Noi facciamo politica per costruire un’Italia migliore, non per raggiungere questa o quella poltrona in qualche comoda lista bloccata o per mettere a posto qualche nostro problemino con la Legge” e soprattutto perché “Noi vogliamo lasciare il segno, in questo Paese. Noi tutti vogliamo essere esempio e dare una speranza alla nostra generazione. Noi vogliamo dire ai nostri coetanei che è difficile, vero, ma non per forza tutto quel che è difficile è impossibile.

Solamente così e solo se solo vorremo, potremo finalmente dare un futuro di libertà alla nostra Italia. Potremo realizzare una vera rivoluzione generazionale che cambi il nostro amato Paese. Il vero cambiamento è partito da noi, passa per noi e siamo noi a doverlo realizzare.

Viva i giovani, quelli veri! Viva l’Italia, la nostra!


Articolo di

Giuseppe Tatarella


One Response to Siciliano: scateniamo un #RicambioGenerazionale

  1. streguzzo says:

    Non mi è chiaro il progetto politico….

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