Destinazione Polo Nazionale: Palermo come Roma nel 93
di Giuseppe Farese – L’attuale momento politico può, a giusta ragione essere paragonato ai giorni drammatici del 1992: classe politica delegittimata, consenso dei cittadini nei partiti ridotto al minimo e un forte vento di anti-politica, a tratti demagogico e populista. Quei momenti ebbero una fase di svolta con le elezioni amministrative del 1993: quelle, per intenderci, del ballottaggio a sorpresa tra Fini e Rutelli a Roma che ebbero come conseguenza il definitivo sdoganamento della destra italiana. Erano i giorni in cui le intuizioni di Pinuccio Tatarella sembravano trovare compimento, con la sua idea di creare un grande Polo di centro-destra al cui interno potessero trovare spazio le varie anime del liberalismo e del riformismo italiano. Sarà poi la deriva populista e affarista del berlusconismo a distruggere, nel tempo, i progetti del compianto Pinuccio. Oggi, però, quelle idee possono davvero trasformarsi in realtà perché il Polo Nazionale può davvero rappresentare quel rassemblement, liberale e nazionale, che Tatarella aveva preconizzato. E proprio come nel 1993, il punto di rottura può arrivare dal voto amministrativo e avere,questa volta, come suo epicentro Palermo e le elezioni per eleggere il nuovo sindaco.La Siciliasi sa è un laboratorio politico foriero di novità e di slanci che verranno poi ripresi a livello nazionale. E allora, un successo in termini di consensi per Alessandro Aricò,candidato sindaco di Fli, può contribuire ad accelerare il processo di nascita del Polo Nazionale: attirando intorno al nuovo soggetto tutte le forze autenticamente riformatrici e liberali del Paese. Una grande affermazione di Aricò, insomma, può costituire davvero il volano per il Polo Nazionale e realizzare definitivamente l’idea tatarelliana dell’allargamento del consenso in un grande contenitore di centro-destra. Il voto di Palermo è, in definitiva, davvero cruciale per i destini futuri dell’attuale terzo polo. Come spesso accade, infatti, i processi politici innovativi trovano origine proprio nelle urne, con il consenso, il gradimento e la spinta dei cittadini.

Io approvo quasi completamente il testo. Quel quasi sta a significare che la costruzione del Polo Nazionale, attorno al quale dovrebbero riunirsi tutte le anime che hanno a cuore il destino della Nazione, può prescindere anche da un partito che oggi sta di quà, domani di là e poi in fondo. Non possiamo nè dobbiamo fidarci di un partito che va con chiunque e sta con chiunque. O Franza o Spagna, purchè si mangia.L’UDC è inaffidabile,pensa alla panza e imita le donne che esercitano il mestiere più vecchio del mondo. Se Polo Nazionale deve essere, sia FLI a prendere il cerino in mano, senza lasciarlo a chi pensa al quirinale atteggiandosi a leader di un fronte moderato. Casini e Monti sono come i truffatori delle tre carte e intanto il terzo, Berlusconi, gode. Tutti insieme ridono della disperazione della gente che costretti a licenziare, perfino i figli, commettono gesti estremi. Noi non possiamo abbandonare questa gente e dobbiamo pensare a una politica sociale seria e una volta per tutte si abbia il coraggio di stringere le p…e ai banchieri che incassano con facilità ma non ti aiutano se non con l’usura legalizzata.E’ vero, Palermo potrebbe essere il definitivo rilancio di una politica nuova e, guarda caso, con noi in questa avventura non c’è nè l’UDC nè il PDL. Con Casini bisogna mettere le cose in chiaro definitivamente, scusate il sacrilegio, a lui preferisco il tanmarro Storace, almeno non va con tutti.