Crisi economica: accordo Monti Merkel. Draghi: risposte comuni a sfide comuni
Filo diretto tra Monti e la Merkel: l’”asse” Roma-Berlino, ratificato nell’incontro del marzo scorso, procede nei lavori comuni per uscire dalla crisi. La priorità va agli strumenti per garantire la crescita, sempre tenendo uno stretto controllo sui conti pubblici.
Il premier Monti conferma la sua posizione a favore di politiche di rigore per dare affidabilità ai mercati e rispettare le linee guida della Bce, strada adottata anche dalla cancelliera tedesca e sostenuta nel contesto politico europeo.
Il governatore della Bce, Draghi, ha inoltre invitato la politica europea a dare risposte comuni, evitando divisioni nell’area euro e adottando misure efficaci di consolidamento dei bilanci. In risposta ai segnali di crisi dell’asse Merkel-Sarkozy, proprio dalla Francia arriva il comunicato del candidato presidenziale Hollande, favorevole a una politica comune di crescita.

Belpaese: stipendi da fame e prezzi alle stelle!
Come fa un paese a crescere quando i suoi sudditi, pardon, i suoi “cittadini” percepiscono salari e pensioni che sono al limite della questua? Alla domanda la politica non ha saputo dare risposte concrete e ha delegato a questo i professori, facendosi da parte. I tecnici, da parte loro, hanno risposto al bisogno di crescita rivendicato ormai da anni dalla nazione intera, con una serie sconsiderata di aumenti ed una tassazione ai massimi storici. Per contro, ha lasciato ‘indisturbate’ le categorie più ricche del Belpaese che, nonostante tutto, continuano ad ingrassare i loro già lauti profitti! Così pur facendo parte dell’Unione Europea, almeno per quanto riguarda sacrifici e privazioni, gli italiani si ritrovano con gli stipendi che sono tra i più poveri del vecchio continente. Le retribuzioni dei lavoratori italiani non sono mai stati così bassi da 29 anni a questa parte e il divario con i prezzi è al top dal 1995. Lo fa sapere l’Istat, sottolineando che a marzo le retribuzioni sono state ferme su base mensile e in aumento dell’1,2% su base annua: si tratta dell’aumento tendenziale più basso almeno dal 1983. Secondo i dati Istat, inoltre, a marzo il divario salari-prezzi ha toccato un livello record: la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, ha registrato una differenza di 2,1 punti percentuali: si tratta del divario piu alto dall’agosto del 1995. Quanto ai principali macrosettori, a marzo, le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che, lo scorso mese, hanno presentato gli incrementi tendenziali maggiori sono stati: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%), chimiche, comparto di gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e quello delle telecomunicazioni (2,7% per tutti i comparti). Si sono registrate, invece, variazioni nulle nell’agricoltura, nel credito e assicurazione e in tutti i comparti appartenenti alla pubblica amministrazione. Alla fine di marzo la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo contrattuale è del 32,6% nel totale dell’economia e del 12,3% nel settore privato per un totale di 4,3 milioni di lavoratori senza contratto! L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di oltre due anni (27 mesi) tanto nel totale che nell’insieme dei settori privati. Alla fine di marzo 2012 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 67,4% degli occupati dipendenti e al 61,8% del monte retributivo osservato.
Spero che la storia non si ripeti. Soffriamo una certa sudditanza psicologica nei confronti della Germania.
Quando la Storia ci chiama a delle scelte difficili allearci con chi sembra isolato ma il più forte ci sembra essere un’ottima opzione.
Dio voglia che almeno questa volta non ci si ritrovi con le macerie per strada e un presidente del consiglio con il cappello in mano.
In barba della crisi lo Stato compra altre 400 auto blu: i comfort a voi, i sacrifici a noi, complimenti.