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20/04/2012

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La soluzione della crisi del sistema politico? La partecipazione

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di Veronica Rigoni – La crisi del sistema non e’ un fatto nuovo, e’ semplicemente un momento della vita del sistema che come tutte le forme di vita ha un andamento. Ci sono gli alti e ci sono i bassi, ci sono i boom e ci sono i crack: e’ fisiologico. Ma il pericolo più grande  e’ la passività e l’indifferenza che, in questi momenti, non sono altro che cibo per gli approfittatori, per gli opportunisti e per chi prenderà decisioni in nome nostro, perché il silenzio e’ in realtà un grande boato che pesa più di quanto possiamo immaginare. La soluzione? La partecipazione.
Per ridare un nuovo volta all’Italia non serve produrre false aspettative miracolose nell’immaginario collettivo, ma serve l’intervento di tutti nessuno escluso.
Non so quale possa essere il contenitore valido di questo progetto di rilancio ma conosco a memoria il contenuto. Conosco a memoria i volti delle persone che vogliono vedere atti concreti, ma non basta volerlo, bisogna farlo. E farlo non stando a guardare ma mettendosi in gioco, cercando di percepire e distinguere le proposte. Cercando di differenziare la buona politica dalla cattiva. I buoni amministratori dai delinquenti.
Salvaguardiamo con preziosità ciò che abbiamo costruito in questi mesi e riempiamo questi sogni di atti concreti, lavoriamo sodo e operiamo con l’obbiettivo di abbattere quei sistemi che galleggiano nel panorama politico non dando soluzioni, ma creando non solo disaffezione politica e rabbia nei confronti di essa, ma totale apatia sociale.
Mettiamoci in gioco, siamo abituati a non fermarci, a non credere di essere arrivati a rimescolare le carte.. Portiamo avanti tutto, il nostro progetto, la nostra identità, le nostre proposte, il nostro percorso ma soprattutto portiamo avanti l’Italia e non noi stessi. Decostruire per rigenerare. Rigenerare per ricostruire.


Articolo di

Giuseppe Tatarella


2 Responses to La soluzione della crisi del sistema politico? La partecipazione

  1. annibale says:

    Va bene la partecipazione, ma non a queste condizioni politiche.

  2. Gianluca says:

    Va bene la partecipazione, ma se la politica di oggi non cambia le regole, e resta con tutti i vertici di partito e tutti i posti assegnati dall’alto, la partecipazione va a farsi benedire.

    Servono le primarie obbligatorie per legge, solo qualche mese fa rappresentavano la parola d’ordine di tutti i partiti per farsi un po di pubblicità ed imbonire gli elettori furibondi, ed ora lentamente stanno rifinendo nel dimenticatoio.

    Primarie obbligatorie per legge, sia per definire i quadri e gli incarichi interni ai partiti, sia per definire chi candidare alle politche ed alle amministrative.

    Regole chiare, ogni cittadino può partecipare alle primarie di un solo partito.

    In questo modo i cittadini si sentirebbero nuovamente più vicini alla vita politica, un voto vale un voto e si eliminerebbero tutte le schifezze.

    Dimenticavo la cosa più importante, votazioni che si possono fare on line e con sms tramite il proprio telefonino.

    Ogni partito sarà libero di decidere quanto costa l’iscrzione allo stesso,e da questa fonte dovrà arrivare la maggiorparte del finanziamento, lasciando solo un minima parte di rimborsi pubblici veri e certificati che comunque non possono superare determinati importi decisi per legge.

    Gianluca

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