La rotta la conosciamo, avevamo solo interrotto il cammino. Andiamo Avanti!
di Fabrizio Tatarella – La politica ha i suoi tempi, i suoi percorsi, i suoi passaggi, i suoi luoghi. Quello che accade in queste ore, con le crepe nel Pdl che potrebbero diventare autentiche frane a maggio con le imminenti amministrative, non fanno altro che confermare la lungimiranza politica di Gianfranco Fini. Tutto è, infatti, iniziato nel luglio del 2010, con il dito puntato di Fini contro Berlusconi, all’Auditorium della Conciliazione, esattamente dove Casini riunirà i vertici dell’Udc per discutere della nuova aggregazione.
Il nuovo Polo, nazionale, repubblicano, cattolico, laico, dovrà essere ciò che il Pdl poteva essere e non è stato: la casa di tutti gli italiani.
Un soggetto politico plurale a vocazione maggioritaria.
Non un partito unico, dunque, in quanto il nostro Paese è la terra delle piccole patrie, delle piccole identità e i partiti unici modello anglosassone male si adattano alla nostra cultura nazionale attenta al “particulare” per dirla con il politico e letterato fiorentino Gucciardini.
Il Nuovo Polo alle politiche dovrà presentarsi come lista unitaria di tutti gli italiani che vorranno impegnarsi per rimediare ai danni del berlusconismo che ha sostituito la politica e i politici con una visione distorta e drogata della realtà sociale ed economica in cui dominavano nani e ballerine.
Non un partito unico,quindi, ma una federazione di partiti aperto alla società civile.
Un soggetto in cui possano riconoscersi tutti, a cominciare dai tantissimi delusi della politica che, però, non accettano l’idea di vedere idee e valori rappresentati ieri da Berlusconi e domani da Vendola e Grillo.
La risposta alla mancanza di politica di questi anni, sostituita dal primato dell’economia sul merito e dell’estetica sulle capacità, non può essere l’antipolitica urlata di Grillo.
La politica è una cosa seria, non barzellette o cabaret.
La politica non è, e non può essere, mera protesta fine a se stessa o banale qualunquismo, ma progettualità, capacità di analizzare i problemi per risolverli.
Il nuovo contenitore politico che nascerà grazie alla voglia di politica di FLI dovrà affrontare i problemi di un nuovo contesto sociale ed economico prima ancora che politico.
Il nuovo Polo avrà successo, però, solo se saprà rappresentare qualcosa di veramente nuovo e per questo non dovrà ripetere gli errori come le fusioni a freddo di Pd e Pdl.
Nel nuovo Polo ognuno dovrà essere portatore di proprie e specifiche identità che rappresentano un vero arricchimento e non, come accaduto con partiti unici, una maionese impazzita pronta ad implodere dopo qualche anno.
Dare voce ai moderati italiani che sono la maggioranza del Paese e che rappresentano l’Italia profonda, quella che preferisce oggi non recarsi al voto o che trova rifugio nell’astensionismo perché disgustata dagli scandali di Berlusconi, della Lega e del Pd, ma che non si riconosce in partiti radicali che sanno essere solo contro.
La politica del Nuovo Polo ha il dovere di risvegliare passioni sopite unitamente alla voglia di lavorare per costruire qualcosa non contro qualcuno. FLI ha il merito di avere avviato questo percorso di ricostruzione dell’Italia con coraggio. Per questo siamo destinati a crescere e a non morire, ma a portare le nostre istanze e la nostra idea dell’Italia in qualcosa di più grande. Orgogliosi e fieri della nostra identità e del nostro percorso politico e nella convinzione di seguire un percorso già iniziato tempo fa…

Ma perché FLi gioisce per le difficoltà del PDL e applaude il governatore Lombardo processato per mafia ?
Anche io vi saluto dopo questa tornata amministrativa
Questo la rotta la sa, beato lui. Gli mancano solo le caravelle…
Un tempo – “loro” – quando non volevano farsi capire, quando non sapevano cosa rispondere e come giustificarsi, insomma quando ci stavano fregando, salivano in cattedra e farfugliavano incomprensibili frasi in latino. Oggi il meccanismo è identico, la cattedra pure. C’è stata solo l’evoluzione del “politichese”. Dal latino, lingua morta e dei nostri padri, all’inglese, lingua globale e dei “loro” liberi mercati. Ma la sostanza non è cambiata: per indorarci la pillola usano ancora parole incomprensibili. Spread. Default. Spending review. Ma adesso, basta andare su Google per avere la traduzione in tempo reale: “Ci hanno messo nella merda, e per uscirne fuori a pagare saranno sempre i soliti noti.”!!!
Al giorno d’oggi pure “loro” iniziano ad usare internet e i cittadini italiani, quelli che ancora sperano in una politica con la “P” maiuscola, armati di tastiera e mouse hanno preso sul serio l’invito del governo a segnalare gli sprechi sul web. Dopo poche ore dall’apertura dell’apposita sezione “ESPRIMI LA TUA OPINIONE” – inserita nella pagina della spending review di “governo.it” – sono stati circa 40.000 gli italiani a rispondere alla chiamata. La media è di una mail ogni 4 secondi.
Il popolo italiano ha ingenuamente abboccato all’amo, incassando un altro pesante smacco: “loro”, proprio “loro”, chiedono ai cittadini di suggerirgli quali sono le spese da tagliare in un Paese dissanguato dai costi della “loro” politica, dei “loro” scandali e delle “loro” ruberie!? Proprio “loro”!? E’ come dire… l’oste che annacqua abitualmente il suo vino e poi chiede ai propri clienti di segnalargli eventuali mistificazioni!
E’ l’ennesima presa in giro perpetrata ai danni dei “soliti noti”!
Questi saranno pure tecnici, ma nel prenderci in giro non hanno nulla da invidiare ai politici!
Comunque, il governo dei professori continua a scendere nei sondaggi con la stessa rapidità con cui aumenta le imposte e rincara la benzina! Incapace com’è di decidere, corre ai ripari assoldando altri “tecnici”, istituendo un’altra commissione con tanto di commissari straordinari e tutta quella pletora di risorse che una commissione comporta! Ma in Italia – ormai lo si sa un pò tutti – quando c’è una commissione di mezzo, difficilmente si quaglia qualcosa di concreto! Molto probabilmente quei minimi tagli alla spesa pubblica, semmai saranno, serviranno a malapena a “ripagare” commissione, commissari, segretari, ecc, ecc!!! Affidare, poi, l’incarico di tagliare ‘la spesa’ ad un super-pensionato a 32.000 euro al mese è stata una vera e propria provocazione nei confronti di chi deve campare con il suo misero stipendio dimezzato dall’euro ed eroso dall’inflazione!
Ma tanto è! E lo Stato con una mano prende e con l’altra… pure, senza restituire nulla in termini di welfare e di servizi. Tanto a pagare sono sempre i “soliti noti”. Coloro che non hanno voce. Coloro che tirano fuori fino all’ultimo centesimo di tasse – zitti! e mosca! Coloro che vivono nell’umiliazione di chi si vede costretto a ridurre il tenore di vita della propria famiglia. Coloro che sopravvivono nella disperazione di chi non riesce più ad alzare la testa perché quando lo fa non vede una classe dirigente che indica soluzioni, ma una casta di parolai abbarbicati ai propri privilegi.
Le persone più fragili si disperano fino a togliersi la vita, perché il potere non li ascolta e quando parla non usa il linguaggio della speranza, ma quello della paura. Ma non può e non deve essere questa la soluzione.
Adesso tocca a noi!
Adesso tocca alla “genteperbene” di questo paese scendere in campo per ripristinare la legalità, la democrazia, la libertà e la giustizia sociale, per distinguere fra evasori totali con ville e yacht al “loro” seguito e poveri cristi che non ce la fanno più ad arrivare a fine mese e la cui unica colpa è stata quella di mettere su famiglia e di comprarsi una casa!
E vero siamo al collasso: i consumi sono fermi, la disoccupazione in continuo aumento, il malessere sociale pure, il debito pubblico, poi, neanche a parlarne, con le banche che incassano, ma non prestano più soldi a nessuno, con l’energia più cara d’Europa e una macchina burocratica vecchia, farraginosa, obsoleta, ma costosissima!
Una macchina che consuma troppo e non cammina più, impantanata com’è nelle sabbie mobili di ruberie, sprechi, privilegi, favoritismi, incompetenze, ingiustizie e corruzioni di ogni sorta e in ogni dove.
Il motore è fuso!
La carrozzeria ammaccata e arrugginita!
L’autista troppo vecchio e ubriaco di potere per restare alla guida!
Insomma, la macchina è cor-rotta e va rottamata al più presto assieme al conducente! Riparare questa, senza nessuna garanzia che poi possa rimettersi in moto, costa troppo ed è un rischio – oltre che un lusso – che non possiamo più permetterci!
Necessita sostituirla. Ne serve una nuova.
Bisogna che la “genteperbene” riprenda in mano il volante e si rimetta alla guida della macchina Italia!
l’unica rotta giusta : Marine Le Pen
La politica ha i suoi tempi, i suoi percorsi, i suoi passaggi,
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Tatarella non è la politica ad avere tali difetti ma i politici, o, forse, i politicanti.
Mi sono rifiutato di andare oltre nel leggere questo suo intervento. Lo riscriva completamente, per cortesia.
Lasciare la presidenza della Camera?
Non ci pensa proprio!
Non sapete cosa gli rende e quanto gode a guardarsi allo specchio…
Se avete contato su questo inutile vanesio avete proprio sbagliato!
Meglio Scilipoti…
lasciare la presidenza della camera e tornare a fare politica sul territorio…ultima possibilità per non vanificare i sacrifici fatti finora…l’alternativa :non voto…
Aiuto, abbiamo persa la rotta.
Attenzione il tempo sta per scadere per Fli e tra poche settimane saremo subissati dai sberleffi della stampa per l’insuccesso elettorale gia’ annunciato.Casini con le sue alleanze variabili(Con il Pdl in 35 Comuni e con il Pd in 36)riuscira’ a cantare vittoria e sara’ lui a guidare il Terzo Polo con Rutelli,inquinato dagli scandali della Margherita come comparsa scomoda e Fini relegato al ruolo di eterno secondo ormai senza entusiasmo ne’ mordente.
Svegliatevi o sara’ troppo tardi!
Ma quale rotta? Il duce statista del secolo? Il leader (?) a rimorchio di Berlusconi? “Mi cacci?” Casini capo dei capi (figuriamoci!)? ABC? Ma che state a raccontare! Questa è la rotta? Ma per cortesia! Fli e Fini sono il nulla sotto vuoto spinto, con annesso appannaggio principesco per raccontare BALLE SENSAZIONALI.
Vi ricordate la pantomima delle dichiarazioni rinviate per ore sullo scandalo Montecarlo perché non sapeva più quale balla raccontare?
Cosa di andarsi a buttare sotto il treno| “Se mi accerterò che Giancarlo Tulliani ha comprato la casa di Montecarlo mi dimetto”… E Rutelli, il furbone che si fa sfilare dal taschino 20 milioni, o forse più?
Questo sarebbe il Polo della Nazione! Il tutto con la benedizione di un vecchio arnese democristiano dell’età mesozoica, con fossili incorporati…
NON FATEMI RIDERE I POLLICI!