Economia MARIO MONTI ED ELSA FORNERO

12/04/2012

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Esodati, secondo le stime del governo sono 65mila. Cgil: cifre sballate

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“Il tavolo ha consentito di accertare che il numero di persone complessivamente interessate è di circa 65mila e pertanto l’importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive”: così in una nota, il Ministero del lavoro chiarisce la situazione dei cosiddetti lavoratori esodati stimando con precisione l’entità del fenomeno e valutando la copertura finanziaria prevista dalla riforma.

“Tale importo – prosegue la nota – era il frutto di stime prudenziali che hanno reso possibile includere anche quanti, successivamente introdotti da emendamenti parlamentari al decreto milleproroghe, non erano compresi nella platea originariamente prevista. Proprio per rispetto verso queste persone il ministro Fornero ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un’analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione. Si è data così risposta a una situazione di comprensibile ansia per migliaia di persone, fugando un ingiustificato allarmismo. Sulla base di tutto ciò, si procederà nelle prossime settimane all’emanazione del previsto decreto ministeriale. Il ministro sta altresì valutando, per specifiche situazioni e con criteri analoghi, l’ipotesi di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011, comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all’accompagnamento verso la pensione, di accedervi secondo le previgenti regole”.

Eppure le cifre non convincono affatto la Cgil che anzi replica in maniera secca: “I dati sono sballati, il governo sta scherzando. Si confermano infatti i dati che erano contenuti in manovra che come sa bene lo stesso governo si riferiscono ad una sola delle tipologie di lavoratori senza stipendio e senza pensione. Il dubbio è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e in sostanza non si voglia risolvere il problema. E forse non si vuole risolvere il problema perché si dovrebbe ammettere di aver fatto una riforma sbagliata”.



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