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	<title>Commenti a: Mariniello a Trota: Devolvi la liquidazione della Regione in beneficenza</title>
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		<title>Di: lorenzo</title>
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		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 18:29:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come è piccolo il mondo!! Chi lo avrebbe mai detto che bossi e fini...to compagni di merende per le case di Montecarlo!!!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come è piccolo il mondo!! Chi lo avrebbe mai detto che bossi e fini&#8230;to compagni di merende per le case di Montecarlo!!!!</p>
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		<title>Di: Gio</title>
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		<dc:creator>Gio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 12:17:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi domando perchè non si publica e non si da il dovuto risalto alla cosiddetta &quot;MONTECARLO LEGHISTA&quot;?
In particolare mi riferisco alla presunta donazione della sig.Caterina Trufelli di un appartamento di Milano a Umberto Bossi come segretario della Lega, e sembrerebbe mai iscritta a bilacio e dichiarata alla Camera dei Deputati (come da regolamento della Camera), venduta dallo stesso Bossi e il ricavato sembra non iscritto a bilancio della Lega.
E&#039; VERO, è GIUSTO questo modo di fare?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi domando perchè non si publica e non si da il dovuto risalto alla cosiddetta &#8220;MONTECARLO LEGHISTA&#8221;?<br />
In particolare mi riferisco alla presunta donazione della sig.Caterina Trufelli di un appartamento di Milano a Umberto Bossi come segretario della Lega, e sembrerebbe mai iscritta a bilacio e dichiarata alla Camera dei Deputati (come da regolamento della Camera), venduta dallo stesso Bossi e il ricavato sembra non iscritto a bilancio della Lega.<br />
E&#8217; VERO, è GIUSTO questo modo di fare?</p>
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		<title>Di: freeskipper</title>
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		<dc:creator>freeskipper</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 11:33:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#039;Italia siamo noi, non lo spread e le borse! 

Dopo le vacanze pasquali la borsa di Milano, maglia nera d&#039;Europa trascinata giù dal tracollo dei bancari, ha chiuso con -4,98%, mentre lo spread dei Btp italiani tornato per la prima volta in due mesi sopra i 400 punti base, fra paure di un effetto contagio da Madrid e timori per le aste di questa settimana. Per le borse d&#039;Europa è un tracollo, fra nuove paure per la crisi del debito e occupazione al palo negli Usa. Occhi puntati quindi sull&#039;Italia, dopo l&#039;asta spagnola non esaltante della scorsa settimana. Il Tesoro offre 11 miliardi di Bot a tre mesi e un anno e mette all’asta i Btp, in particolare il tre anni marzo 2015 che ieri offriva il 3,909% contro il 2,76% risultato all&#039;asta del mese scorso: un rialzo che, se confermato oggi, indicherebbe una spiacevole inversione di tendenza. A testimonianza del fatto che una politica dettata solo dai mercati ed immolata unicamente allo spread ha le gambe corte e non porta lontano! L’Italia dovrebbe pensare più a se stessa che all’Europa! Credere di più in ciò che le riesce meglio, senza scimmiottare quello che gli altri già fanno altrove e meglio di noi! Siamo il paese più bello del mondo con le nostre attrattive naturali e paesaggistiche. Siamo la culla della civiltà, della storia e della cultura. Siamo la patria dell’arte, della creatività e dell’ingegno a trecentosessanta gradi. Non siamo soltanto il Paese dei farabutti e dei corrotti! All’estero ci vedono ancora come l’Italia dell’artigianato di qualità, del manifatturiero di pregio, del design, dell’ottima tavola, del vino e dell’olio buono, del turismo, della cultura e del saper vivere. Insomma, oltre confine ancora credono in questa Italia. Il problema e che noi italiani abbiamo smesso di crederci! Ma siamo ancora l’Italia del lavoro ben fatto, del buon gusto, del genio, dell&#039;estro, della creatività, del mangiare bene e del vivere sano. Adesso dobbiamo solo tornare a crederci. Adesso è il momento di rimboccarci le maniche. Unirci in un solo intento per il raggiungimento di un unico scopo: tornare ad essere grandi nel mondo! Ma per riappropriarci del ruolo che storicamente ci compete sulla scena internazionale - che non è della comparsa, ma da protagonista - occorre una classe dirigente sana e capace. Serve a tutti i costi rimettere in moto la produttività, ridare linfa vitale alle piccole e medie aziende, ricollocare al centro della vita politica e sociale del paese la famiglia italiana, il lavoro ed il bene comune. Solo così potremmo farcela. Solo così potremmo finalmente uscire dalle sabbie mobili dei mercati e delle borse!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia siamo noi, non lo spread e le borse! </p>
<p>Dopo le vacanze pasquali la borsa di Milano, maglia nera d&#8217;Europa trascinata giù dal tracollo dei bancari, ha chiuso con -4,98%, mentre lo spread dei Btp italiani tornato per la prima volta in due mesi sopra i 400 punti base, fra paure di un effetto contagio da Madrid e timori per le aste di questa settimana. Per le borse d&#8217;Europa è un tracollo, fra nuove paure per la crisi del debito e occupazione al palo negli Usa. Occhi puntati quindi sull&#8217;Italia, dopo l&#8217;asta spagnola non esaltante della scorsa settimana. Il Tesoro offre 11 miliardi di Bot a tre mesi e un anno e mette all’asta i Btp, in particolare il tre anni marzo 2015 che ieri offriva il 3,909% contro il 2,76% risultato all&#8217;asta del mese scorso: un rialzo che, se confermato oggi, indicherebbe una spiacevole inversione di tendenza. A testimonianza del fatto che una politica dettata solo dai mercati ed immolata unicamente allo spread ha le gambe corte e non porta lontano! L’Italia dovrebbe pensare più a se stessa che all’Europa! Credere di più in ciò che le riesce meglio, senza scimmiottare quello che gli altri già fanno altrove e meglio di noi! Siamo il paese più bello del mondo con le nostre attrattive naturali e paesaggistiche. Siamo la culla della civiltà, della storia e della cultura. Siamo la patria dell’arte, della creatività e dell’ingegno a trecentosessanta gradi. Non siamo soltanto il Paese dei farabutti e dei corrotti! All’estero ci vedono ancora come l’Italia dell’artigianato di qualità, del manifatturiero di pregio, del design, dell’ottima tavola, del vino e dell’olio buono, del turismo, della cultura e del saper vivere. Insomma, oltre confine ancora credono in questa Italia. Il problema e che noi italiani abbiamo smesso di crederci! Ma siamo ancora l’Italia del lavoro ben fatto, del buon gusto, del genio, dell&#8217;estro, della creatività, del mangiare bene e del vivere sano. Adesso dobbiamo solo tornare a crederci. Adesso è il momento di rimboccarci le maniche. Unirci in un solo intento per il raggiungimento di un unico scopo: tornare ad essere grandi nel mondo! Ma per riappropriarci del ruolo che storicamente ci compete sulla scena internazionale &#8211; che non è della comparsa, ma da protagonista &#8211; occorre una classe dirigente sana e capace. Serve a tutti i costi rimettere in moto la produttività, ridare linfa vitale alle piccole e medie aziende, ricollocare al centro della vita politica e sociale del paese la famiglia italiana, il lavoro ed il bene comune. Solo così potremmo farcela. Solo così potremmo finalmente uscire dalle sabbie mobili dei mercati e delle borse!</p>
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