Il secondo tempo di FLI per il Polo Nazionale
di Giuseppe Farese -
Ritengo giusto che il secondo tempo di Fli, a Pietrasanta, sia iniziato il 17 marzo, giorno in cui si concludevano le celebrazioni per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Lo dico perché la riscoperta del patriottismo unitario e tricolore deve rivivere fortemente nella seconda fase che Futuro e Libertà si appresta a vivere. Un patriottismo repubblicano, civile e mai nazionalista che rilanci l’orgoglio dell’italianità. Un patriottismo artistico che promuova l’Italia degli antichi borghi, dei monumenti e delle bellezze architettoniche; un ambientalismo tricolore che preservi i paesaggi naturali dagli abusi edilizi e dalle deformazioni ma che non divenga un alibi per rinunciare alle opere pubbliche che si rendono necessarie. Un patriottismo che sappia restituire valore al made in Italy e alla miriade di aziende e di cervelli che contribuiscono a farne un marchio riconosciuto nel mondo. Il secondo tempo di Fli, al contempo, sia più che mai il tempo delle idee che dovranno essere coinvolgenti e trascinanti. Idee che siano il vero collante del nuovo Polo nazionale affinché quest’ultimo sia il risultato di una convergenza progettuale e non meramente numerica. Fli, con la sua carica di movimento giovane e nascente, dovrà ambire a guidare la stagione delle idee divenendo una forza che si caratterizza per una forte capacità di guidare il cambiamento. Navigare in mare aperto come ricorda Gianfranco Fini ma allo stesso tempo individuare, nel corso della navigazione, alcuni porti dove fermarsi a pensare, confrontarsi ed elaborare idee. Per poi arrivare nel porto di arrivo del Polo nazionale con un carico di idee ben definito e accattivante. Sarà bene,allora, salpare immediatamente con spirito sinceramente futurista e con la voglia di scompaginare,sorprendere e anticipare i tempi; ma soprattutto con la capacità di immaginare il futuro che è la grande eredità lasciataci da Pinuccio Tatarella che per primo immaginò e delineò il Polo Nazionale.

a questo pupazzo,tempo fa credevo molto.Ai tempi in cui diceva,tra le altre cose,Fini di centro fa ridere.
Adesso,sentendolo parlare di alleanza tra socialisti,liberali,laici,cattolici ecc…mi sembra di sentire parlare Pannella,ma almeno lui è sempre stato coerente.
Se ci sarà il TEMUTO DISASTRO ITALIA, UN TERZO DELLA COLPA SE LA BECCA TUTTA LUI …
Lui proprio ha tramato contro il legittimo governo (CHE STAVA FACENDO BENE, in una maniera DISCRETA E PRUDENTE) ..
LUI ha abboccato alle sirene casino e npolitan …
Lui s’è BEVUTO CHE I )finti) PROFESSORONI avrevvero salvato l’Italia …
Ora il destino derll’Italia è appeso ad un filo (e pure quello dell’IMBECILLONE)
“Dal teatro di P.santa, Gianfranco Fini smonta e rimodella la sua ultima creatura, che ha appena compiuto un anno. Sabato l’aveva spogliata di ogni orpello di destra (salvo lo spirito della Nazione)” (dal “Corriere della Sera” di lun 19 Marzo u.s)
come “SALVO LO SPIRITO DELLA NAZIONE” ????
LO SPIRITO DELLA NAZIONE E’ UN ELEMENTO CHE DOVREBBE ANDARE AL DI LA’ DEL COLORE POLITICO