Cardullo: Ecco cosa mi aspetto da Pietrasanta

di Massimiliano Cardullo – Sarà bellissima la sfida che Futuro e Libertà raccoglierà il 17 e 18 marzo a Pietrasanta. Sarà la sfida di una comunità di uomini e donne che si candida a governare l’Italia e che non deve sentirsi subalterna a nessuno. Forse siamo
Mi aspetto quindi che Pietrasanta rappresenti l’inizio della nostra campagna elettorale, della campagna elettorale di Futuro e Libertà.ancora una minoranza è vero, ma la storia insegna che le minoranze non sono battibili quando sentono, ragionano e respirano con spirito e alito di maggioranza.
Mi aspetto che il Presidente Fini, non parli di schieramenti, di terzo polo, di legge elettorale, ma che chieda ad ognuno di noi di impegnarsi in prima persona senza tentennamenti per il progetto politico che tutti insieme abbiamo abbracciato a Bastia Umbra.
Siamo in un fase diversa, è vero, abbiamo attraversato il deserto, abbiamo lasciato per strada alcuni compagni di viaggio, ma non dobbiamo mai dimenticare quel dito puntato del nostro Presidente.
Abbiamo una meta da raggiungere ed è quella di arrivare alla guida del Paese per consegnare ai nostri figli un’Italia migliore, ma dobbiamo essere consapevoli che la meta, prima di tutto, sta nel modo di camminare.
Mi aspetto quindi che a Pietrasanta ci venga data una speranza nuova, portata avanti da gente che abbia la volontà di concretizzare le proprie idee in azioni politiche, osando e senza preoccuparsi del politically correct.
Chi al cospetto di questa sfida politica si guarderà alle spalle per cercare una via di fuga o l’affronterà senza convinzione sarà travolto.
Ma chi invece si presenterà deciso e forte delle sue ragioni sarà sollevato in alto, sarà portato sulla cresta ad una distanza inimmaginabile.

ho letto i vari “cosa mi aspetto”, tutti condivisibili, ma una piccola critica la faccio a Cardullo. Secondo me bisogna parlare di legge elettorale e terzo polo, perchè purtroppo gran parte della nostra esistenza dipenderà dal “voto utile”. Dobbiamo batterci su due punti: dal lato elettorale, spingere per un ritorno al proporzionale, peerchè solo così potremo contare davvero senza confodnerci troppo con gli altri alleati. Sul piano strategico, rifiuto assoluto di partiti unici con casini, rutelli, ecc. Puntiamo solo ad un’allenza senza neanche federazione: mani e teste libere.
@ enzo
sono d’accordo. ci siamo già sporcati le mani abbastanza.
Qui bisogna abbandonare le paure ed avere la forza di dire si riusciremo, molto meglio il 7% da soli che il 14 insieme ad altri!!!
Gent.mo Cardullo,
le assicuro che non è l’unico.
Cordialmente.