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14/02/2012

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Baldassarri: L’Italia non è la Grecia, vi spiego perchè

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Di Giuseppina Cavallo – Questo week-end ha visto Atene infiammarsi contro le decisioni del Parlamento che ha dato il via ad un nuovo piano di austerity così come richiesto dall’Unione europea. Nei mesi scorsi è stato spesso azzardato il parallelismo tra la situazione greca e quella del nostro Paese, ma sono davvero paragonabili? Abbiamo intervistato il senatore di Futuro e Libertà Mario Baldassarri, economista e professore all’Università La Sapienza di Roma.

Senatore, come analizza la situazione greca?
La Grecia esprime la punta di un iceberg: sta scontando i costi di un’Unione europea che non c’è e i costi di un’Unione europea che c’è. Il costo dell’Ue che non c’è, o meglio non c’è stata, è che si è accorta solo adesso del caso greco e se ne occupata tardi e male: questo è il peccato originale. I costi della Ue che c’è sono invece le richieste di una politica urgente di austerity da attuare. Non dimentichiamo, poi, che la Grecia è entrata nell’euro truccando i conti e anche in quel caso la Ue ha una culpa in vigilando e non è che due errori fanno una cosa giusta. La Grecia è in crisi da due anni e se all’epoca l’Ue avesse messo a disposizione 30 miliardi di euro si sarebbe risolta allora la situazione e non ci sarebbe dovuto commissariare il paese. Invece in due anni il deficit è passato dal 3 al 12%. Il peccato originale sta nel non aver tenuto conto di uno dei teoremi più famosi dell’analisi economica ovvero quello di Robert Solow, premio Nobel americano per l’economia nonché mio maestro, che 50 anni fa stabilì un teorema di buon senso: se il tasso di interesse sul debito pubblico supera il tasso di crescita dell’economia quello è già default perché è evidente che il debito in rapporto al Pil va all’infinito. L’Unione europea ha messo a disposizione solo l’anno scorso i primi prestiti al 5% di interesse in questo modo è stata l’Europa che ha dichiarato il default greco. Questo ha creato una conseguenza a catena, quella che due anni fa era una piccola palla di neve in cima ad una montagna adesso rischia di essere una valanga. Quindi la colpa è dell’Unione europea ma anche dei politici greci che hanno truccati i conti e adesso chi sconta questi errori è il popolo greco.

Quindi, data questa analisi, regge il parallelismo tra Grecia e Italia?
No, appunto. Con il caso Grecia l’Italia non c’entra nulla. In primis non ha truccato i conti, se non nei limiti delle previsione come hanno fatto anche gli altri, in secondo luogo è entrata nell’euro con i parametri giusti e, terzo, i fondamenti economici italiani sono molto più solidi di quelli greci. L’Italia deve solo stare attenta ad evitare una trappola e cioè che, per ottenere il sacrosanto rigore della finanza, ovvero il pareggio di bilancio e la riduzione del debito pubblico, non ammazzi la crescita economica.

Ma non è quello che ha fatto la manovra “salva Italia” del governo tecnico?
La manovra di dicembre è stata un tampone, è stata la quarta manovra del 2011 ed era urgente e necessaria. Adesso bisogna attuare le cinque riforme strutturali che il governo ha annunciato e sulla quali ha incassato la fiducia in Parlamento.

In primis la riforma del lavoro?
Madre di tutte le riforme e in testa a tutte c’è il taglio dei costi della politica, della corruzione e un’appropriata lotta all’evasione fiscale in modo da recuperare almeno 50 miliardi dalla spesa pubblica per darli alle famiglie e alle imprese per la crescita. Seconda la riforma del sistema pensionistico che è stata fatta a dicembre e terza la riforma del lavoro che è in discussione tra esecutivo e sindacati. Quarta le liberalizzazioni che ad ora sono in Parlamento, ma liberalizzazioni vere le cui colonne portanti dovrebbero essere la separazione tra la rete del gas e Eni e le ex aziende municipalizzate. Quinta e ultima riforma dovrebbe essere creare un fondo immobiliare italiano in modo da conferire 400/500 milioni di immobili pubblici vendibili sul mercato, valorizzarli sul medio e lungo termine e poi venderli per ridurre il debito pubblico.

E lei crede che il governo Monti riuscirà ad attuare queste riforme entro fine legislatura?
No, il governo le deve attuare entro giugno, altrimenti qualcun altro ci dirà che dobbiamo fare un’altra manovra e ricominciare con il cane che si morte la coda. La politica deve valutare una seria alternativa, non ci possiamo permettere un’altra manovra alla Tremonti sbilanciata tutta su nuove tasse, siamo al 47% di pressione fiscale dove vogliamo arrivare? L’Italia non c’entra con il caso Grecia ma sta a noi non trasformarci in un grande caso greco, ci sono i tempi e ce la possiamo fare.

da http://www.clandestinoweb.com/home-archiviazione/in-primo-piano/51774-baldassari-litalia-non-e-la-grecia-vi-spiego-perche/


Articolo di

Giuseppe Tatarella


17 Responses to Baldassarri: L’Italia non è la Grecia, vi spiego perchè

  1. Paolo says:

    Prima era lì ben sistemato ed ignaro di crisi e disastri!
    ———————————————————-

    Non credo che fosse ignaro di crisi e disastri.
    Il “che fai, mi cacci” nasce proprio da lì, nel dire attenti che qui si mette male. Poi è successo quel che è successo…
    Io sono più “qualunque” di te, ma al contrario di te – e magari sbagliando, perchè no – scelgo.
    Perchè è facile dire “sono deluso e non sto nè di qua nè di là” perchè così facendo i più forti vinceranno sempre potendo contare su quelli che non scelgono.
    Alle ultime politiche io non ho scelto e ho sbagliato.
    Vengo da una piccola cultura di destra, piccola per carità, senza paroloni e -ismi, e l’ultima volta non sono andato a votare quella “cosa” (PdL) messa sù in fretta e furia. Mi sono turato il naso tante volte ma quella volta non ce l’ho fatta.
    Ora penso che sarei dovuto andare e scegliere il male minore. Anche contro i miei principii, perchè era del mio Paese che si trattava.
    Io ho deciso di dare un’altra possibilità a una certa idea di destra che ancora non è ma potrebbe essere, tutto qui.
    Potrò sbagliare, certamente, ma non mi tirerò più indietro.
    E sopratutto se non mi andrà bene lo dirò forte e chiaro.
    Ti ho detto la mia, a te pensarla come più ti aggrada.

  2. Sì, caro, ma tre o quattro anni fa Baldassari faceva felicemente parte della banda che vedeva ristoranti pieni e gente allegra! La scoperta l’ha fatta solo dopo il ‘Che fai, mi cacci?’ Prima era lì ben sistemato ed ignaro di crisi e disastri!
    Comunque non dirlo a me perché in quella banda io di certo non c’ero, né ci sono. Ma nemmeno nell’altra, uguale e contraria. Infatti io sono ‘l’uomo qualunque’, beffato e rovinato dalle bande multicolori che si fanno solo gli affari loro e vanno a caccia di prebende, vitalizi, truffette, tangenti, rimborsi elettorali, clamorosi affari immobiliari monegaschi…

  3. Paolo says:

    Tre o quattro anni fa lo avevano capito anche i paracarri e gli spazzolini per i denti!
    ———————————————————

    Meno qualcuno che invece faceva finta di niente e che anzi vedeva ristoranti ed aerei sempre pieni.
    Ma quello non è importante, eh?

  4. L'uomo qualunque says:

    Se, come dice paolo, Baldassarri si è reso conto del disastro solo tre o quattro anni fa, non mi sentirei di definirlo lungimirante. Tre o quattro anni fa lo avevano capito anche i paracarri e gli spazzolini per i denti!

  5. paris says:

    Riforme…..bisogna cominciare con una riorganizzazione territoriale del paese e degli organi dello stato che le amministrano, con lo scopo di ridurre i costi della pubblica amministrazione (inefficiente)e conseguentemente della politica.

  6. Paolo says:

    Forse.
    Gli ultimi tre-quattro anni di sicuro.

  7. Cioè almeno dieci anni fa?

  8. Paolo says:

    Il bravissimo Baldassarre quando ha previsto che l’Italia si avviava verso il disastro?
    ———————————————————

    Quando si è reso conto che facevano finta di voler mettere a posto le cose.

  9. L'uomo qualunque says:

    Secondo Sergio Ricossa gli economisti sono bravissimi a prevedere il passato. L’economia, infatti, è una scienza che non esiste!
    Il bravissimo Baldassarre quando ha previsto che l’Italia si avviava verso il disastro?

  10. Antonio K says:

    Baldassarri, ahimé, non è Luigi Einaudi!
    ——————————————
    A noi basta che sia – e continui ad essere – Baldassarri.

  11. mauromauro says:

    renatino,
    tu tienti il tuo tremonti
    e noi ci teniamo il nostro baldassarri

  12. Renato says:

    La Grecia non è l’Italia. E Baldassarri, ahimé, non è Luigi Einaudi!

  13. mauromauro says:

    i 50 miliardi di spesa pubblica da recuperare e girare alle famiglie (cioè ai consumi) e alle imprese (cioè alla produzione) e quindi alla ripresa economica sono li tra i fondi perduti alle imprese, le forniture sanitarie alle ASL e la riduzione dei costi della politica.
    MA CI VOGLIONO LE PALLE !

  14. mauromauro says:

    Alfredo scrive:
    14 febbraio 2012 alle 18:34
    —–
    alfredo mo’ ti spiego io perchè il prof baldassarri non è stato preferito a quel baluba di tremonti o all’attuale ministro dell’economia.
    tra le proposte per abbassare la spesa pubblica il prof. baldassarri propone 2 misure di fortissimo impatto contro il magna magna :
    - trasformazione dei fondi perduti alle “imprese” in crediti di imposta (risparmio strutturale cioè ANNUO 23 miliardi)
    - controllo della spesa per forniture sanitarie ((risparmio strutturale cioè ANNUO 16 miliardi)
    qualcuno c’ha paura a toccare questi mostruosi interessi in gioco

  15. Alfredo says:

    ………..,mi domando e NON da ora,ma perchè il Professor BALDASSARRI non è nel Governo Monti???
    Perchè??????
    Questi,sono i VERI UOMINI che masticano da sempre che cosa è realmente la POLITICA-ECONOMICA e, NON quelli alla Tremonti, che ci hanno portato in un profondo barato dove haimè siamo da ben 3 anni e più!!!!!!
    I risultati AMARI sono sotto gli occhi di tutti noi Italiani, che paghiamo SALATO, giorno dopo giorno, il fio e NON i Piedellini!!!!!!

  16. Francesco Scotto says:

    Contento di aver letto questa intervista, chiarissima, del Professor Mario Baldassarri. Spero che FLI sia da sostegno a questo governo fino alla fine e lo stimoli a fare queste riforme, specie la prima e l’ultima che davvero salverebbero l’Italia, da una politica troppo costosa e troppo poco decidente, e abbattere una quota rilevante di debito pubblico, che ci farebbe risparmiare miliardi e miliardi di interesse, farebbe calare i tassi e liberebbe risorse per rinnovare profondamente questo paese, in tanti settori dove da anni non si spende, nemmeno per riparazioni ordinarie..Cordiali Saluti.
    Francesco Scotto

  17. mauromauro says:

    E lei crede che il governo Monti riuscirà ad attuare queste riforme entro fine legislatura?
    No, il governo le deve attuare entro giugno, altrimenti qualcun altro ci dirà che dobbiamo fare un’altra manovra e ricominciare con il cane che si morte la coda. La politica deve valutare una seria alternativa, non ci possiamo permettere un’altra manovra alla Tremonti sbilanciata tutta su nuove tasse, siamo al 47% di pressione fiscale dove vogliamo arrivare? L’Italia non c’entra con il caso Grecia ma sta a noi non trasformarci in un grande caso greco, ci sono i tempi e ce la possiamo fare.
    ——
    grande scienziato mario baldassarri che al contrario di politici, economisti e ecclesiastici del menga, non parla in latinorum e si fa capire da tutti

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