Sul testamento biologico si azzeri tutto e si ricominci daccapo
Non solo Galli della Loggia in un lucido editoriale sul “Corriere della sera”, ma perfino Giuliano Ferrara ha dichiarato indifendibile la legge sul testamento biologico che sarà nei prossimi giorni in discussione alla Camera.
Per il centro-destra è una bancarotta, intellettuale prima che politica. Neppure gli intellettuali liberali più vicini alla sensibilità cattolica riescono a difendere una legge sbagliata, con cui settori del centro-destra puntano a riconquistare consensi presso il mondo cattolico, giocando con la vita e con la morte dei cittadini.
Sebbene non sia un mistero che la legge non piace neanche a molti cattolici.
Si azzeri dunque tutto e si ricominci daccapo. Se proprio una legge si ritiene necessaria, che sia equilibrata, in linea con la libertà di cura sancita dall’art. 32 della Costituzione, ma rispettosa della sensibilità di tutti, e perciò equidistante dagli opposti integralismi, cattolico e laico. Senza pretendere perciò di svuotare anticipatamente, per legge, il diritto del cittadino a dichiarare la sua volontà nel caso venga a trovarsi in condizioni che non gli consentano più di decidere, ma senza cercare vie surrettizie per introdurre l’eutanasia nel nostro ordinamento giuridico: togliendo così motivo di preoccupazione a quei cattolici che di ciò giustamente si preoccupano, e togliendo ogni alibi a chi dell’eutanasia si fa scudo per puntellare un consenso in declino.
