Per una politica del merito
Da ormai tre mesi sono tornata in Italia, dopo una lunga assenza, ma già mi è stato fornito un quadro preciso del contesto socio-politico all’interno del quale mi dovrò muovere, qualora decidessi di rimanere. Il quadro non è allettante, certo, ma all’interno di Futuro e Libertà c’è lo spazio per proporre, voglio credere che vi sia, quindi mi sento legittimata a farlo.
Quale è il mio obiettivo e credo anche quello di tanti giovani e persone preparate, stanche e deluse?
Il nostro obiettivo è quello di ripulire la politica, ripulirla da persone di dubbio merito e moralità; dati poi gli ultimi fatti relativi al nostro straordinario, nel senso etimologico del termine, premier, mi sento ancora più corroborata in tale volontà.
Cosa può fare Futuro e Libertà a riguardo? Che proposte concrete può avanzare?
Spesso ho scritto ed ho letto dissertazioni da parte “nostra” su una classe dirigente impreparata, spregiudicata, tabula rasa a livello di valori e cultura.
Bene, io faccio la mia proposta a FLI. Ci avviciniamo ad una assemblea costituente, dovremo darci regole, codici e valori fondativi che saranno base ed impronta del nostro agire politico da qui a molto tempo, mi auguro. Perché non iniziamo a dare un segnale forte?
Il problema è che la politica è schiava delle clientele e non lascia spazio a chi ha le competenze per capirla e svolgerla al meglio?
Perfetto: noi di FLI proponiamo un ricambio della classe dirigente, a partire dalle file del nostro partito. Come?
Come si fa in un qualunque ambito lavorativo: rendendo pubblici e trasparenti i processi di selezione delle cariche, almeno di quelle non elettive per il momento, e formando una Commissione esaminatrice che valuti i curricula dei candidati alle varie posizioni.
Ciò ci sottrarrebbe dal regno dell’arbitrio nel quale siamo caduti, finalmente saremmo rappresentati da persone oggettivamente capaci di farlo e alle persone tornerebbe voglia di partecipare ad una politica più sana, competente e tecnica.
Certo, parlare di curricula, posizioni, processi di selezione in tempi in cui l’igienista dentale diventa consigliere regionale sembra una rivoluzione copernicana, sembra quasi stonare, ma credo che si deva togliere la politica italiana dal territorio della soggettività. Tuttavia, se una persona deve svolgere incarichi di responsabilità, deve avere caratteristiche oggettive per assolverli, un preciso standard di valutazione deve essere elaborato per decidere se quella persona è idonea o meno. Altrimenti non esiste merito, esistono clientele, favori e amicizie, così navighiamo a vista e continuiamo a dare l’immagine imbarazzata di una Paese imbarazzato, come scrive Severgnini sulle colonne del Corriere delle Sera.
Belle sono le discettazioni su idealità, principi e filosofie da abbracciare su cui spesso indulgiamo; ma se è vero che i principi camminano sulle gambe degli uomini, beh iniziamo a scegliere con criteri oggettivi questi uomini, altrimenti finiremo per replicare errori già commessi, con la differenza che le persone ormai sono stufe. Stufe di subire politiche inette elaborate da politici improvvisati.
Tutti ci siamo dimenticati che per ridurre il debito pubblico vi sono delle precise mosse da compiere e che per risolvere un problema sociale vi sono delle variabili da prendere in considerazione. Questo compito può essere assolto solo da persone preparate per farlo, non certo da persone che provengono da percorsi e formazioni talvolta incompatibili.
