Governo spieghi rapporti Berlusconi-ENI-Gazprom
Giorni fa abbiamo appreso che il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto ai diplomatici statunitensi di fornire informazioni sui dirigenti dell’ENI e sull’amministratore delegato, Paolo Scaroni e oggi apprendiamo che l’ex Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Ronald Spogli, ha riferito di accordi personali tra Berlusconi e Putin.
E’ esattamente quello che vogliamo sapere anche noi. Il Governo deve spiegare in modo esauriente anche in Parlamento quali siano i rapporti tra il Presidente del Consiglio, l’Ente Nazionale Idrocarburi e Gazprom e che, ovviamente, non vi sia in questo caso un conflitto di interessi tra pubblico e privato.
I rapporti diplomatici divulgati con tanto clamore da Wikileaks, nel volgere di poche ore, hanno svelato tanti segreti ed hanno sconvolto l’intero scenario internazionale, ma hanno anche messo a nudo un atavico problema tutto italiano:la mancanza di materie prime.
La diffusione dei files del Dipartimento di Stato americano, con i reports provenienti da ambasciate e consolati distribuiti in tutto il mondo, confermano qualcosa che già sapevamo: un paese come il nostro, privo di fonti energetiche sta correndo il rischio di stabilire una pericolosa dipendenza della nostra economia e del nostro sistema democratico da un paese, come la Russia, certamente interessante per limitati accordi commerciali, ma molto rischioso per il sistema politico autoritario di Mosca, oltreché per la diffusa criminalità organizzata.
In conclusione, non ci sono soltanto il gas e il petrolio, e una dipendenza energetica non può e non deve trasformarsi in una dipendenza ‘politica’, anche perchè la diversificazione tra le fonti energetiche garantisce autonomia e indipendenza da chiunque.
