Mercoledì, 08 settembre 2010

Ripartire dal Sud, ripartire dalla Legalità

di Alfredo Castiglione

L’attivita’ criminale del Sud dell’Italia, a partire dal brigantaggio del ‘500, e’ stata sempre favorita da una labile concezione di uno stato, e da una percezione di tale stato come un nemico straniero da combattere.
Per questo, nel corso dei secoli, la figura del brigante e del Robin Hood, si sono spesso sfiorate. Oppure sono state oggetto di tragici equivoci nella popolazione.
Dal ‘500 all’Unita’ d’Italia, nel Mezzogiorno, non vi e’ mai stata una certezza della giustizia, perche’ i lembi del Regno di Napoli, sono stati, sovente, amministrati da feudatari senza scrupoli, che adivano ad ogni sorta di vessazione. Sino all’odioso ius primae noctis.
E’ da questa considerazione che bisogna partire, se si vuole intendere il nesso della criminalita’ organizzata con certe sacche di popolazioni, se pur marginali, che si mostrano accondiscendenti.
La camorra, la n’drangheta, la mafia, per secoli, hanno rappresentato l’unica certezza di giustizia, se pur sgangherata, per cittadini che avevano subito un torto e non ricevevano assistenza dal tribunale della Real Casa, oppure dal feudatario del luogo. C’era una forza intermedia, assolutamente arbitraria, violenta, cruenta, a cui si poteva adire nel caso non si trovasse soddisfazione. Ed era una forza che aveva codificato delle regole,seppur rozze, ma vertenti su necessita’ quotidiane. Ovvero: dirimere un confine, far pagare un debito, costringere un giovane ad ottemperare una promessa di matrimonio, riavere un bene che era stato rubato.
Ovviamente questa e’ una situazione che si riferisce ad un periodo specifico. La criminalita’ organizzata, da quando la droga ha fatto la sua comparsa sul mercato, si e’ trasformata da un’associazione di sopruso e para-giustizia, ad una fabbrica di denaro e potere. Allontanandosi dalle sue origini.
Lo spiego’ Tommaso Buscetta a Giovanni Falcone, quando decise di pentirsi. Disse che la mafia aveva perso l’onore, e lui non si riconosceva piu’ in una banda di meri criminali. Ed imputo’ al traffico di droga il mutamento genetico dell’associazione chiamata Cosa Nostra.
Anche fenomeni come quello di Salvatore Giuliano, sono emblematici. Un bandito efferato che diventa un protagonista del separatismo siciliano. Macchiandosi dell’eccidio di Portella della Ginestra, dove vennero trucidati uomini vecchi e bambini perche’ “ascoltavano il sindacato”. Giuliano era percepito come un bandito border line, sia dalla politica deviata, sia dalla popolazione. Perche’, nonostante fossimo negli anni ‘40, ancora sussisteva quella zona d’ombra, dove il banditismo poteva rifugiarsi, per certa avversione verso lo stato.
Il grosso peccato del Mezzogiorno, se di peccato si deve parlare, e’ quello di essere stato per secoli, governato da dominazioni straniere che consideravano quella terra solo come un feudo. Un feudo ove attingere, ma anche per avere una terra cospicua per porsi in testa la corona reale.
Il Sud dell’Italia, e’ stata l’immane vittima sacrificale di appetiti di tutti i generi. Per i francesi, gli spagnoli, gli austriaci, e chiunque avesse un potere. Passando per gli arabi e per l’impero Ottomano, che proponeva violentissime scorribande sulle coste ai suoi pirati.
Come si puo’ notare, gli spunti da sviluppare sono molteplici, perche’ il meridionalismo e’ una materia ampia e nel corso degli anni, grazie a menti raffinate, cito per tutti Giustino Fortunato, e’ stata terreno di studio.
Approfondire la storia per capire il presente. E partire dalla storia per “smontare” questi pezzi di presente, perche’ liberare il Sud dalla criminalita’ e’ anche una battaglia culturale.
Giovanni Falcone, capi’, che per combattere la mafia, bisognava entrare nella testa del mafioso. E lui, grazie a quei lunghi verbali con Buscetta, ci riusci’, diventando per Cosa Nostra, un elemento di estremo pericolo.
Quindi l’invito e’ quello di non abbandonare mai gli studi sulla storia del Sud, e smetterla con gli anatemi senza alcun futuro di certa parte di italiani, che non vogliono risolvere alcun problema. Ma solo denigrare e trovare un capro espiatorio di una nazione che non va.

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