Mercoledì, 08 settembre 2010

Fini sempre coerente, i colonnelli di un tempo no

di Fabio Desideri*

Chiunque era presente alla fondazione del Popolo della Libertà alla Fiera di Roma ricorderà perfettamente gli applausi scroscianti che seguirono l’intervento di Gianfranco Fini. Un intervento i cui contenuti ricalcano perfettamente il pensiero e l’azione odierna del presidente della Camera.
Eppure, nonostante Fini non abbia cambiato il proprio pensiero è un peccato che lo stesso non si possa dire di quei colonnelli romani e laziali di Alleanza nazionale che in quell’occasione fecero seguire applausi convinti all’intervento del cofondatore del Pdl, rivendicando con orgoglio la comunanza di idee e di cammino politico con Fini, mentre oggi con una celerità sorprendente non gli lesinano critiche e fanno a gara ad abbandonarlo. Il presidente della Camera ha sempre mantenuto fede ai propri ideali e principi, allora come oggi, pertanto sarei proprio curioso di conoscere cosa ha spinto gli uomini forte provenienti da An a cambiare così radicalmente opinione. Del resto non sono forse questi stessi personaggi che tirano in ballo principi e moralità per criticare Fini ad aver utilizzato metodi quanto meno discutibili nella formazione dell’attuale giunta regionale e capitolina? Cosa ha realmente spinto quegli uomini che dalla vittoria di Moffa e Storace sino ad oggi hanno sempre giocato un ruolo determinante nella destra laziale ad abbandonare il presidente della Camera? Non vorrei che alla fine, il tutto si risolvesse nella semplice difesa e tutela dei proprio incarichi di governo ed amministrativi, a livello nazionale quanto regionale e comunale.

* Membro del coordinamento regionale del Pdl Lazio

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