Torniamo un’ultima volta sulla questione discussa in questi giorni del digital divide: se è vero infatti che Generazione Italia cerca sempre di rispondere agli appelli della Rete, altrettanto la Rete risponde agli appelli che qui lanciamo, come già mostrato ieri. Così anche oggi condividiamo con voi la notizia di un progetto comunicatoci da Alberto Bressan, consigliere comunale Pdl a Schio (Vicenza): sulla scia dell’idea del direttore di Wired Italia Riccardo Luna e di cui ho parlato due giorni fa – inserire Internet nella Costituzione – Bressan sta pensando di fare lo stesso per lo Statuto del suo Comune. 40.000 persone che, grazie a un dialogo generatosi sul web, potrebbero veder divenire realtà il “sogno” di una Rete libera per tutti, di «Libera Rete in Libero Stato». O, almeno, «in libera città».
Ci auguriamo davvero che il progetto si concretizzi. Anche perché, come ci ha prontamente ricordato @luciocincinnato via Twitter, l’Europa finalmente si muove. Secondo una relazione sulla competitività digitale della Commissione europea, «gli investimenti nell’economia digitale sono la chiave per la prosperità futura dell’Europa». Neelie Kroes, commissaria responsabile per l’Agenda digitale, ha detto: «L’economia digitale dell’Europa è fondamentale per la crescita economica e la prosperità. Oggi […] internet ad alta velocità sta rivoluzionando la nostra vita così come lo hanno fatto oltre un secolo fa la diffusione dell’elettricità e lo sviluppo delle reti di trasporto. Dobbiamo in ogni caso puntare su un maggiore sviluppo di internet per offrire a tutti i cittadini i benefici dell’economia digitale». Si sta iniziando a capire che l’economia digitale coinvolge tutti i settori del sistema economico e produttivo globale. Negli ultimi tre lustri la produttività in Europa è aumentata del 50% proprio «grazie alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni» e ben 6 europei su 10 fanno usano ormai comunemente la Rete. Ma se sull’economia digitale si vuole puntare, la struttura dev’esser libera da ostacoli: con servizi a banda larga, per un accesso immediato e rapido con incremento della produttività del cittadino stesso, del citizen-netizen, per sé e per il suo Paese.
La Commissione europea dovrebbe iniziare a porre in atto strategie specifiche. Ci auguriamo che l’Italia non resti indietro: se l’Europa si muove, l’America non sta a guardare. Proprio da poco ha varato una nuova iniziativa: un altro piccolo passo nella Rivoluzione del dialogo tra web e cittadino. Ne parleremo domani.
scusate, volevo scrivere “certe regole del mondo fisico sono inapplicabili e surreali nel mondo virtuale”.
Per carità, lasciate stare la Costituzione, che già con la storia dell’art.41 si vuole deregolare l’edilizia e delegittimare i piani regolatori (vedere la proposta di modifica dell’art. 118).
La modifica sarebbe sfruttata per qualcos’altro, come la brillante idea della “deputata” Carlucci (sì, proprio quella) sull’ “abolizione dell’anonimato in rete” (?!?), oppure quella di un eurodeputato italiano, di cui non ricordo il nome, che ha raccolto le firme al parlamento europeo su una dichiarazione per inserire i motori di ricerca nei soggetti obbligati alla data retention.
Finora internet si è autoregolata, e lo ha fatto benissimo, posto che bisogna capire che certe regole del mondo fisico sono inapplicabili e surreali nel mondo reale. Non abbiamo bisogno del legislatore, grazie.
mettere internet nella costituzione mi sembra fuori luogo, inserire e migliorare l’articolo sulla liberta d’informazione, promuovendola, mi sembra più inerente!
Certo è che se si vuole far ancora parte dei cosidetti paesi sviluppati! La Banda Larga sarà necessaria come l’introduzione del telefono, ma con tempi più rapidi consoni alla velocità del progresso!
quoto tutti i commenti della zinzocchi sulla necessità di utilizzo della banda larga e di abolizione del digital divide
in epoca pre-informatica magari si muovevano gli uomini per cercare informazioni e le merci giravano un po’ a casaccio. ora invece si muovono le informazioni prima di muovere uomini e merci.
quale differenza di dispendio energetico è facile immaginare
è solo un aspetto della rivoluzione informatica